Politiche, candidati a caccia di un posto “sicuro”

Politiche, candidati a caccia di un posto “sicuro”

I nomi ci sono. Anche troppi. A mancare la certezza dell’elezione e così la composizione delle liste per le urne del 4 marzo si trasforma in un vero e proprio rompicapo.

Soprattutto per gli aspiranti parlamentari della provincia di Sondrio che, a bocce ferme, al netto cioè di accordi tra partiti e territori sul proporzionale, possono contare su un’unica certezza: il seggio dell’uninominale alla Camera, con tutta probabilità ad appannaggio del centrodestra e, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, della Lega.

La partita si gioca tutta a Roma, ma i partiti sul territorio si stanno muovendo per spingere i propri rappresentanti. Il termine ultimo è fissato per lunedì 29 gennaio quando le liste dovranno essere presentate ufficialmente.

Il Pd nei giorni scorsi ha riunito la direzione provinciale per valutare le disponibilità da inviare sui tavoli delle trattative. Due i nomi emersi: il senatore uscente Mauro Del Barba e il sindaco di Sondrio Alcide Molteni. Per il morbegnese la conferma in virtù del buon lavoro svolto durante il primo mandato da parlamentare e per il primi cittadino del capoluogo, che potrebbe essere il nome di riferimento del collegio uninominale (a patto però, trattandosi di candidatura a perdere, di un posto buono nel proporzionale) il riconoscimento dell’impegno messo in vent’anni di attività amministrativa.

Le disponibilità sono state messe nelle mani del regionale cui toccherà decidere e cui spetterà, insieme agli organismo nazionali, valutare la posizione di Molteni che, non essendosi dimesso entro i termini previsti per legge, risulterebbe ineleggibile.

Stesso problema per un altro degli aspiranti alla candidatura, questa volta, dall’altra parte dell’emiciclo: Luca Della Bitta. Il presidente della Provincia di Sondrio se la sta giocando per un posto nel proporzionale della Camera, insieme al coordinatore provinciale di Forza Italia Filippo Rebai, ma anche lui, in virtù del ruolo ricoperto da amministratore di palazzo Muzio, risulterebbe ineleggibile.

L’indirizzo scelto a Roma per questi casi - è la giunta per le elezioni di Camera e Senato che alla fine è chiamata a pronunciarsi in materia - ancora non è chiaro. Certo la difficoltà nel trovare posti utili per tutti potrebbe essere una buona ragione per far decidere ai partiti di assumere un atteggiamento più rigido rispetto al passato. La quadratura del cerchio, tra le tante aspirazioni di questo e quello, non è facile.

Neppure in casa Lega dove il posto sicuro è in discussione tra il senatore uscente Jonny Crosio e il sottosegretario regionale Ugo Parolo.

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