Polifunzionale, ennesimo stop a Grosio
L’area ex Enel resterà una desolata spianata, il Comune non ci costruirà il polifunzionale

Polifunzionale, ennesimo stop a Grosio

Mancano i soldi, senza sblocco del Patto di Stabilità sarà impossibile realizzare anche solo parte della struttura. Per costruire nell’area ex Enel l’edificio dotato di cucine, servizi e spogliatoi servirebbero al Comune 650mila euro.

A poco meno di un anno dalla scadenza del quarto mandato del sindaco di Grosio Antonio Pruneri c’è una certezza: anche questa volta il polifunzionale, che è un po’ il cavallo di battaglia delle campagne elettorali e dei programmi amministrativi dopo, degli ultimi trent’anni, non si farà perché non ci sono i soldi.

La zona individuata era quella dell’ex Enel, una vasta area con tanto di stabile, poi demolito, che era stato acquistato dall’amministrazione guidata dal sindaco Italo Strambini. In questa amministrazione comunale era soprattutto il vice sindaco Roberto Baitieri il sostenitore della realizzazione di una struttura dotata di cucine, servizi e spogliatoi con annesso uno spazio coperto per mostre e spettacoli.

Un’opera di 1 milione e mezzo di euro. «Consapevoli che se avessimo chiesto lo sblocco del Patto di stabilità per l’intera cifra non ci sarebbe stato concesso, abbiamo fatto domanda per il lotto funzionale che comprendeva cucine-servizi e spogliatoi per un totale di 650 mila euro ma non ci è stato accordato - rivela il sindaco di Grosio, Antonio Pruneri -. Le possibilità di realizzare tecnicamente questo lotto da qui alla scadenza del mio mandato sono quasi pari a zero, nutriamo invece speranza che vengano sbloccati i soldi. Ci fosse lo sblocco del Patto di stabilità per questo primo lotto funzionale dal costo di 650 mila euro, la prossima amministrazione comunale avrebbe la possibilità di costruirla ed inoltre avrebbe la possibilità di continuare l’opera come meglio crede senza essere condizionata dalle nostre scelte».

Una scelta simile, di non operare, Pruneri l’aveva fatta sul finire del suo secondo mandato quando pur avendo ottenuto dal Coni parte dei fondi per realizzare parte del polifunzionale in area Ghisalba non iniziò l’opera per non gravare sull’amministrazione successiva che poi si sarebbe trovata con il pesante fardello di dover completare dei lavori di cui non avrebbe avuto la “paternità”.

Sia per il polifunzionale in area Ghisalba che per il successivo progetto nell’ex area Enel del terzo mandato Pruneri e la sua amministrazione avevano indetto un concorso di idee. Il passaggio del reticolo idrico si rivelò un ostacolo insormontabile per la costruzione dell’opera. Il polifunzionale in prima ipotesi negli anni Ottanta sarebbe dovuto essere costruito sopra il campo sportivo ed infatti i faraonici spogliatoi realizzati dovevano servire anche la struttura che poi non venne mai realizzata perché dopo l’alluvione del 1987 e gli eventi calamitosi, la zona fu bollata a rischio idrogeologico. E da allora il polifunzionale di Grosio ha iniziato la propria odissea. Tutti lo vogliono ma nessuno lo realizza.


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