«Plinio e Barcaccia, una ferita aperta»  La situazione non può che peggiorare
Il Plinio a Verceia, in una foto scattata nel 2010

«Plinio e Barcaccia, una ferita aperta»

La situazione non può che peggiorare

Presentato il progetto di cinque giovani ingegneri per il recupero del battello. L’ex sindaco Pedroncelli: «Ho fatto di tutto per evitare l’affondamento, ma è stato tutto inutile».

«Bisogna fare presto, la situazione non può che peggiorare». Ne sono convinti Matteo Ferrari, Francesco Morici, Giovanni Corti, Umberto Petracca e Filippo Fornaro, i cinque giovanissimi ingegneri che hanno lanciato la loro società “2 Solution” con un progetto ambizioso: riportare a galla il Plinio, il battello affondato nel 2010 di fronte a Verceia.

Il progetto è stato presentato sabato sera di fronte ad un folto pubblico al polifunzionale di Verceia. Da una analisi storica alla presentazione dello stato di fatto attuale fino alla soluzione progettuale per far risalire il battello, un tempo gioiello delle regate sul Lario, dai 40 metri di profondità in cui si trova attualmente. Adagiato sul fondale a 200 metri circa dalla riva.

«Le soluzioni per il recupero sono due. Una è attraverso una gru su chiatta, non percorribile per le dimensioni del lago. L’altra è quella attraverso palloni di sollevamento». Da agganciare allo scafo, in punti strategici per evitare di danneggiarlo, e quindi gonfiare. «Il recupero tramite l’uso di palloni di sollevamento – hanno spiegato gli ingegneri – è una soluzione estremamente flessibile che consente il recupero con relativa facilità di applicazione. Il costo stimato va dai 750 mila euro a 1,4 milioni».
Un sacco di soldi che andrebbero trovati, insomma. «Il lago di Mezzola presenta numerosi affluenti che rendono l’acqua molto torbida e il fondale melmoso. L’apporto è continuo e la situazione per il Plinio è destinata a peggiorare». La buona notizia è che, a quanto pare, non ci sono danni eccessivi allo scafo. Una volta riportato in superficie, insomma, lo storico battello dovrebbe galleggiare. Non potrà comunque rimanere sul lago di Mezzola. L’Unione Europea ha deciso nel 2008 la sua incompatibilità con l’Oasi del Pian di Spagna. Andrà spostato sul lago di Como, insomma. Sempre che si trovino i soldi.

«Quella del Plinio, collegata a quella della attività ricettiva de La Barcaccia – ha commentato il sindaco Flavio Oregioni – è una ferita aperta per Verceia». In chiusura sono arrivate le parole dell’ex sindaco, mandato 2004-2009, Dante Pedroncelli: «Bisogna informare chi è troppo giovane per sapere cosa è successo. Come sindaco ho fatto di tutto perché non si arrivasse all’affondamento del Plinio. Abbiamo presentato diverse proposte e possibilità alla proprietà, ma è stato tutto inutile. L’obiettivo della proprietà era arrivare alla demolizione, da fare all’interno del porticciolo di Verceia. Una strada ovviamente non percorribile».


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