«Più turisti in giro  Questo ottimismo  dà forza agli hotel»
Il ritorno alla normalità con la zona gialla, gente nei bar, nei ristoranti, nei negozi a spasso (Foto by FOTO GIAnatti)

«Più turisti in giro

Questo ottimismo

dà forza agli hotel»

Federalberghi Galli: «Arrivano le prime prenotazioni

Mancano gli stranieri, certo, ma per adesso va bene così»

«C’è molto più ottimismo. Vedere un po’ di gente in giro, e già questo week end se n’è vista, e sentire l’adrenalina degli operatori e del personale che possono finalmente tornare a lavorare dà forza a tutti quanti. Certo serve la responsabilità nel rispetto delle regole di ciascuno e magari qualche controllo in più».

Le stagioni d’oro del turismo sono lontane, ma dopo il blocco degli arrivi dei villeggianti a causa delle limitazioni agli spostamenti imposti dalla zona arancione, i segnali di ripartenza, seppure ancora timidi, fanno guardare all’oggi e al domani con uno sguardo più positivo.

Costi alti

E così pur senza minimizzare le difficoltà, anche organizzative, che questa altalena di colori comporta per chi deve decidere di aprire le strutture, Roberto Galli, presidente provinciale di Federalberghi che ha la sua attività ricettiva a Livigno, prova a guardare il bicchiere mezzo pieno.

«La situazione è quella che è - dice -, ma da quando è stato ufficializzato il ritorno in giallo con la possibilità degli spostamenti tra i Comuni le prenotazioni hanno cominciato ad arrivare. E quindi si è messa in moto la macchina per riaprire gli alberghi e le strutture ricettive, cosa che comporta una certa organizzazione e costi, costi alti, e che, dopo quanto successo a dicembre, fa muovere tutti con grande cautela». Anche il personale che teme di doversi muovere per poi essere costretto a tornare indietro a causa dell’ennesimo cambio di colore. «Anche tra i gestori e i proprietari degli alberghi c’è chi non riapre perché convinto che tra un paio di settimane ci richiuderanno - dice Galli -. Sono scelte personali, io credo però che nel momento in cui si può lavorare lo si debba fare».

Un tipo di lavoro comunque molto diverso da quello a cui l’Alta Valle e, in particolar modo, Livigno erano abituati. Il covid ha annullato gli arrivi degli stranieri e con essi modificato le abitudini dei turisti.

«Le prenotazioni arrivano specialmente per il weekend - racconta Galli - e sono di una notte o due. Per chi è abituato a lavorare con gli stranieri che si fermano per una settimana intera è tutta un’altra storia. I tassi di occupazione sono bassi, ma intanto va bene così. Bisogna adattarsi alla nuova situazione sperando che duri».

Anche perché dalla possibilità di continuare ad accogliere i turisti, adesso che all’orizzonte ci sono le vacanze di Carnevale, sia per il rito romano che quello ambrosiano, dipende la possibilità di chiudere i conti della stagione con un rosso meno profondo.

«Se sarà possibile continuare a lavorare fino alla fine della stagione si potranno limitare le perdite - sostiene il presidente di Federalberghi -. Perdite che comunque ci saranno, nessuno s’illude del contrario, ma la cui entità potrebbe essere minore. Il timore è che si arrivi al 15 febbraio, data in cui è prevista la riapertura degli impianti di sci, e si torni nuovamente in zona arancione».


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