Piste da sci, a impianti chiusi  si può comunque scendere  Lo dice anche Roma
La pista degli Amanti, versante Mottolino, che scende dal Passo Eira fino in paese

Piste da sci, a impianti chiusi

si può comunque scendere

Lo dice anche Roma

L’interpretazione del dipartimento dello Sport è giunta ieri e ricalca quello già espresso dalla Regione. Va in senso opposto rispetto a quella del prefetto, che ha deciso di convocare una riunione

Dopo i chiarimenti giunti in Prefettura, a Sondrio, il 19 febbraio scorso, dall’Area programmazione e relazioni esterne, sport e grandi eventi sportivi della Giunta di Regione Lombardia, in tema di pratica dello sci amatoriale sulle piste a impianti chiusi, ecco che, ieri, un’altra missiva di analogo tenore è giunta, allo stesso indirizzo, dal dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri.

A sottoscriverla Giuseppe Pierro, capo del dipartimento, il quale, in relazione al dettato del Dpcm del 14 gennaio scorso, dove dispone che “sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici”, specifica che, «il sintagma - è scritto nella nota - “impianti nei comprensori sciistici” è da riferirsi esclusivamente alle infrastrutture artificiali preposte alla risalita. Pertanto - prosegue -, nel confermare che la norma intende chiudere tali impianti, si ricorda che, gli stessi, possono essere aperti ed utilizzati esclusivamente da atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip (Comitato italiano paralimpico) e-o dalle rispettive federazioni, per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali o internazionali, nonché delle prove di abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci».

Qui finisce la nota specifica, che ricalca il parere già espresso il 19 febbraio scorso da Regione Lombardia, laddove si concludeva che «non si ritiene fondata l’ipotesi di interpretare in maniera estensiva l’espressione “impianti nei comprensori sciistici” - era scritto -, contenuta nel Dpcm suddetto, fino ad includere anche le piste da sci».

Inclusione inevitabile, invece, per la Prefettura, che ha posto questioni non meramente interpretative del Dpcm del 14 gennaio scorso, ma motivi di sicurezza degli avventori, alla base del proprio distinguo tecnico richiamando anche il regolamento del 29 settembre 2017 in attuazione alla legge regionale del 1° ottobre 2014 nella parte in cui specifica che le “piste da discesa e quelle destinate ad altri sport sulla neve sono aperte al transito degli utenti dall’orario di apertura degli impianti sino a quindici minuti successivi alla chiusura». Ergo, le piste dovrebbero essere interdette agli sciatori a impianti chiusi. Inutile dire che la questione, calata in un contesto difficile per gli operatori dello sci e turistici, in generale, e per gli habitué della neve, è diventata, presto, incandescente. E non accenna a risolversi. Anche se, forse, una luce in fondo al tunnel potrebbe intravedersi.


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