Pista negata, caso politico  «Revocate subito l’atto»
La pista interessa l’area di San Cassiano devastata nel 2007 da un pauroso incendio

Pista negata, caso politico

«Revocate subito l’atto»

Strali in consiglio a Prata, il sindaco parla all’ente montano: «Non si possono cancellare fondi su un intervento per la sicurezza».

«Un atto senza precedenti, chiediamo alla Comunità Montana di revocarlo». Approvato a maggioranza dal consiglio comunale di Prata Camportaccio l’ordine del giorno che chiede all’ente comprensoriale di tornare sui propri passi e ripristinare il contributo da 110mila euro per la pista forestale di San Cassiano. Il lungo documento presentato dal sindaco Davide Tarabini giovedì sera chiede alla Cm di revocare la delibera di agosto e di mantenere invariato il contributo già concesso di 110 mila euro e stanziato nel bilancio comunale. Non solo. Il documento «Dà atto che il comune di Prata Camportaccio ha fatto tutto il possibile per avviare un’opera di primaria importanza per la sicurezza dell’abitato di San Cassiano a prevenzione dal pericolo di incendi e frane».

Il Comune, infine, si riserva di trasmettere l’ordine del giorno agli enti e organi competenti per conoscenza «al fine di esonerare il Comune da ogni responsabilità per danni a persone e cose riconducibili alla mancata esecuzione dell’opera».

Tarabini ha lungamente motivato l’atto di giovedì: «La pista rappresenta un’opera di primaria importanza dal momento che consente di mettere in sicurezza l’abitato, favorisce la manutenzione del bosco oltre a delineare un nuovo percorso ciclopedonale di valenza ambientale e turistica. Il tracciato rientra nella programmazione Vasp della Comunità Montana».

Un’opera, quindi, non solo viabilistica, secondo il sindaco. Tanto da far cadere il principio di eguaglianza di trattamento tra progetti dei diversi comuni invocato dal presidente della Cm Flavio Oregioni a sostegno della propria decisione.

«La rettifica del finanziamento è fondata su un “presunto” principio di eguaglianza che introduce in maniera retroattiva una regola del tutto nuova e inventata ad hoc dalla giunta esecutiva per giustificare la sua decisione. Si fa riferimento alla pista di Piuro, ma questa beneficia di un contributo di 100 mila euro dalla Provincia di Sondrio assegnati senza bando, senza indicazioni di percentuali. Fondi di cui il comune di Prata non ha beneficiato».

L’ordine del giorno è stato approvato senza i voti del gruppo di opposizione, astenuto: «Secondo noi quest’opera è importante ma non prioritaria. L’avevamo detto anche nell’ultimo consiglio – ha commentato Eugenio Bernasconi – che ci sono opere maggiormente urgenti e ci risulta che su alcune di queste si sia in ritardo e per altre si siano persi finanziamenti».

Il voto di astensione ha scatenato il sindaco: «Un voto che la dice lunga e che non necessita di ulteriori commenti. D’altronde si sa che l’obiettivo dichiarato della minoranza è commissariare il Comune. Questo per equilibri di Comunità Montana non certo per il bene di Prata Camportaccio».


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