Piscine in crisi,   Morbegno salta l’estate
Morbegno, la società Futura ha in gestione dal 2010 il complesso natatorio di proprietà dell’ente montano

Piscine in crisi,

Morbegno salta l’estate

Impianti La società Futura non ritiene remunerativo aprire, nei mesi in cui lago e mare sono più appetibili

La piscina di Morbegno salta l’estate e le vasche resteranno all’asciutto fino a data da destinarsi. Fra le ultime a riaprire, le piscine al coperto hanno avuto da poco l’ok per gli accessi al pubblico a inizio stagione estiva.

Un via libera che non è stato colto positivamente da tutti. In provincia spicca il caso della Bassa Valle dove la società Futura, che ha in gestione dal 2010 il complesso natatorio di proprietà della Comunità montana, ha deciso di tenere chiuse le porte della struttura almeno per tutta l’estate.

Troppe incognite

«L’intenzione di riaprire c’era tutta - commenta il presidente della Cm, Emanuele Nonini -, ma vista la situazione attuale i gestori non se la sentono proprio di riprendere. Per il momento si stanno eseguendo le pulizie della struttura, la manutenzione ordinaria, ma la società non ci ha comunicato nessuna data ufficiale di riapertura al pubblico». Per questo motivo per tornare a nuotare negli spazi sportivi che sono a servizio dell’intero comprensorio morbegnese bisognerà aspettare ancora.

«Spiace - afferma Nonini - ma è una scelta del tutto comprensibile. È inutile negare che le piscine coperte sono state fra le attività più penalizzate da questa congiuntura, fra le ultime a riaprire, hanno sofferto anche di ristori minimi rispetto ad altre attività. Inoltre, riprendere dopo un anno e mezzo di mancate entrate nella stagione peggiore per questo settore, soprattutto se si sta a due passi dal lago, è comprensibilmente dura».

Aiuti non sufficienti

E prosegue: «L’auspicio è che con l’autunno l’emergenza sanitaria rientri, altrimenti sarà difficile riavviare». Che la società Futura navigasse, è il caso di dirlo, in acque agitate in questi mesi è innegabile. La Cm era venuta incontro alle tangibili difficoltà dei gestori abbattendo del 60% il canone di concessione. Per la precisione la riduzione per il 2020 è stata pari al 58,33% del canone di concessione relativo alla struttura del centro natatorio mandamentale affidata in concessione alla società Futura e la minore entrata per la Cm è stata compensata con fondi propri.

Si spera nell’autunno

«Un sacrificio doveroso per un servizio fondamentale in Bassa Valle, fra i più colpiti economicamente dalla pandemia» le parole del presidente dell’ente montano. La Cm, proprietaria della piscina pubblica, con quest’operazione ha ridotto di oltre 50mila euro il canone annuale di circa 110mila euro corrisposto all’ente dalla Futura.

«Per noi un gesto oneroso, ma non è stato sufficiente - continua Nonini -. In queste settimane ci confronteremo di nuovo con la Futura per trovare delle strategie univoche affinché il servizio in qualche modo, Covid permettendo, possa ripartire con la prossima stagione, perché se dovessero ripresentarsi di nuovo le medesime condizioni di questi mesi, con le perdite economiche, con le briciole dallo Stato, sarà quasi impossibile pensare a scenari di ripresa per questa, come per altre realtà».


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