«Piccoli vigneron, anima della viticoltura»
Un’edizione, la numero 35, che entrerà nella storia, simbolo 2019 del Festival delle Alpi di Lombardia, inserita nel circuito promosso dall’associazione Montagna Italia in collaborazione con il Club alpino italiano e il Pirellone

«Piccoli vigneron, anima della viticoltura»

La manifestazioneIl concorso del Ciapél d’oro premia il Valtellina Superiore Docg di Piergiorgio Giana . Il sindaco Franchetti: «Ora intendiamo realizzare una sala d’assaggio nell’antica contrada Bocc».

Sono «l’esaltazione dei valori della cultura contadina» e «i custodi del patrimonio dei terrazzamenti» i piccoli viticoltori protagonisti assoluti del Ciapél d’oro 2019, mostra-concorso, promossa dalla Pro loco di Castione, insieme al Comune, che si è conclusa ieri con la premiazione dei migliori vigneron. Concetti ribaditi più volte nel super affollato auditorium Leone Trabucchi, dove si è tenuta la cerimonia. Nella categoria più prestigiosa del Valtellina Superiore Docg l’ambito riconoscimento è andato al primo classificato Piergiorgio Giana di Castione, seguito da Gino Speziali di Caiolo e dalla castionese Lara Piatta Dell’Abbondio.

Tra i Rossi di Valtellina Doc ha primeggiato Nicola Colli di Morbegno, primo davanti a Pino Rotella di Montagna ed Alfredo Orietti di Sondrio (Mossini). Ancora la Bassa Valle si è imposta nella categoria Terrazze Retiche Igt con il primo classificato Giordano Giumelli di Traona, alle cui spalle si è piazzato Michele Persenico di Morbegno a Paniga, terzo il morbegnese Primo Colli.

Come tradizione, un premio anche ai piccoli viticoltori castionesi: i tre migliori vini Docg di Castione premiati con il Ciapél d’oro sono stati quelli di Piergiorgio Giana, Lara Piatta Dell’Abbondio (entrambi pluripremiati) e di Gianmarco Belotti.

«Voglio che questa manifestazione non perda mai la sua anima - ha fatto gli onori di casa il sindaco Massimiliano Franchetti, affiancato dalla (applauditissima) presidente della Pro loco Michela Mozzi -: premiare i piccoli vigneron che sono l’anima della viticoltura valtellinese, altrimenti rischieremmo in pochi anni di perdere una parte preziosa del nostro patrimonio» ha sottolineato annunciando «la sala d’assaggio che intendiamo realizzare nell’antica contrada Bocc, per la quale abbiamo chiesto un contributo regionale».

«Trentacinque anni, che danno lustro ad un’attività importante, mettendo in vetrina il lavoro dei viticoltori» ha detto il presidente della Comunità montana di Sondrio Tiziano Maffezzini.

Un’edizione, la numero 35, che entrerà nella storia, simbolo 2019 del Festival delle Alpi di Lombardia, inserita nel circuito promosso dall’associazione Montagna Italia in collaborazione con il Club alpino italiano e il Pirellone. Tant’è: alla cerimonia ha preso parte anche Renato Aggio, presidente del Cai Lombardia. Ha chiesto ai più anziani di trasmettere il loro «amore per la terra ai giovani» Franco Angelini, consigliere provinciale con delega al Turismo, mentre la consigliera regionale Simona Pedrazzi, complimentandosi con la Pro loco per l’alto standard qualitativo raggiunto dalla manifestazione, ha aggiunto: «É giusto che anche la politica sia al fianco di questo comparto tanto delicato quanto importante per la nostra provincia». Centotrenta i viticoltori in gara e a giudicare i vini in concorso una commissione di esperti, coordinata dalla Fondazione Fojanini: «Premiare le produzioni vuol dire mantenere il territorio» la sottolineatura di Ivano Fojanini responsabile del settore Viticoltura della Fondazione.

Come sempre presente, con la sua musica, la banda del paese, che ha aperto la cerimonia, impreziosita da “Dream Ball”, suggestivo spettacolo di danza a cura della compagnia Zamaga con due intense esibizioni.


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