Piccoli servizi rivolti agli anziani  Ci pensa Sbrighes!
Uno dei confronti sul territorio organizzati da Sbrighes! per realizzare il centro servizi per gli anziani

Piccoli servizi rivolti agli anziani

Ci pensa Sbrighes!

Terza età, il progetto Cariplo si rivolge al Tiranese. Dell’Avanzo, coop Ardesia: «Sara un sostegno familiare per incombenze come ricette, visite mediche e pasti».

Capita spesso che gli anziani, specialmente nei piccoli paesi, abbiano difficoltà ad avere qualcuno che li accompagni a una visita medica o a fare la spesa oppure che prenoti per loro una visita medica o che ritiri le impegnative e vada in farmacia ad acquistare i farmaci.

Piccoli bisogni di prossimità e prestazioni a domicilio che, da febbraio, nell’area del Tiranese saranno soddisfatti grazie all’iniziativa “Spazio aggregante” che fa parte di “Sbrighes!”, il progetto della Fondazione Cariplo e Welfare in azione, promosso dalla cooperativa sociale Ippogrifo, Cm di Tirano, Comuni e cooperative Ardesia, San Michele e Intrecci, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del territorio innescando un processo di riattivazione della comunità, attraverso lo sviluppo di micro-progetti locali.

È quanto sarà concretizzato a Tovo Sant’Agata, nella sede di casa Canali. «Sul territorio ci sono spazi pubblici belli e ristrutturati, che hanno bisogno di essere rivitalizzazione e restituiti alla comunità con una funzione più pregnante - spiega Mariateresa Dell’Avanzo della cooperativa Ardesia -. “Sbrighes!” si declina in tre azioni (lavoro, famiglia e comunità) e con questo micro-progetto cerchiamo di puntare l’attenzione verso gli anziani. Nella zona c’è una rete a domicilio molto valida che, però, negli anni si è strutturata verso le esigenze più delicate. Le risorse sono andate limitandosi, per cui i piccoli aiuti, che erano più fattibili in passato, adesso risultano difficili da sostenere economicamente sia per le famiglie sia per la rete di welfare. Lo scopo della nostra iniziativa è di mettere a disposizione della comunità un luogo pubblico in cui dare una risposta aggregata ai bisogni che rimangono scoperti. C’è una generazione di quarantenni che si trova strangolata da lavoro, famiglia e impegni per cui, tante volte, una cosa banale come prendere l’appuntamento per una visita medica per il famigliare anziano diventa complicato».

L’intenzione è quella di offrire un servizio alla cittadinanza anziana valorizzando, se necessario implementando, mettendo in rete e rendendo più esplicite le risorse già presenti e che, in queste settimane, si stanno mappando, come il trasporto dei disabili da parte dell’Auser, le attività delle associazioni degli anziani o il prezioso aiuto dei singoli volontari che, spesso nell’anonimato, si muovono per misurare i parametri vitali degli anziani, ritirare e consegnare le ricette.

«A casa Canali ci sarà l’integrazione di due offerte: da una parte l’offerta del volontariato organizzato e auto-organizzato, dall’altra piccoli servizi a pagamento - aggiunge -. Stiamo pensando, infatti, anche alla sostenibilità a lungo termine di questo spazio, per cui il ritiro delle ricette o la consegna dei farmaci, per esempio, avrà un modesto costo che, in questa fase, riusciremo a coprire con un budget individuale di cura (che verrà meglio definito con l’assemblea dei sindaci). Si sta pensando anche a forme di distribuzione dei pasti domiciliari e, per valorizzare l’aspetto aggregativo, a pasti condivisi nella sede».

© RIPRODUZIONE RISERVATA