Piano di governo, a Chiavenna si preserverà il suolo
Il nuovo Pgt prevederà un utilizzo del suolo molto oculato rispetto al passato

Piano di governo, a Chiavenna si preserverà il suolo

Recepita dal Comune la sessantina di osservazioni presentate dalla società civile per la revisione. Il vicesindaco : «Molte previsioni di espansione non si sono attuate, ne terremo conto nel bilancio ecologico».

«Dal momento del varo del Piano di governo del territorio, definitivamente approvato nel 2011, a oggi il quadro socio-economico è radicalmente cambiato, ma lo stesso vale per la normativa». Meno consumo di suolo. Questo l’orientamento dell’amministrazione comunale di Chiavenna, che ha raccolto in questi mesi le osservazioni di cittadini e associazioni in vista della revisione generale dello strumento urbanistico.

«Sono arrivate una sessantina di osservazioni - spiega l’assessore all’urbanistica e vicesindaco Davide Trussoni - che ora dovranno essere puntualmente vagliate in vista della proposta di revisione. Le osservazioni cadono in un contesto profondamente mutato negli ultimi dieci anni. Gran parte delle previsioni dell’attuale Pgt non si sono verificate e bisognerà tenerne conto, così come bisognerà tenere conto della legge regionale che prevede il contenimento del consumo di suolo in quello che viene chiamato “bilancio ecologico”». Tradotto, buona parte, anche se quali è ancora presto per dirlo, degli ambiti di trasformazione previsti, e sono veramente tanti, è destinato a essere cancellata o modificata. «Abbiamo ricevuto richieste in tal senso. Sia da proprietari di aree inserite negli ambiti di trasformazione che chiedono la cancellazione, anche per il carico fiscale derivante dall’Imu, sia da proprietari che chiedono di trasformare gli ambiti in zone edificabili e basta». Concetto radicalmente diverso, visto che la legge regionale del 2005 che istituiva gli ambiti di trasformazione prevedeva la possibilità di costruire, ma dando in cambio alla collettività una serie di servizi. Riqualificazioni urbane, insomma, in cambio di metri cubi. Il caso più eclatante, oggetto di accese dispute nelle scorse campagne elettorali, di ambiti non sviluppati è quello delle Giavere del Liro. Un’area vastissima, con una previsione di costruzione di palazzine per centinaia di potenziali abitanti. Tutto fermo, tanto che in una osservazione Legambiente ha chiesto lo stralcio: «Quell’ambito era troppo grande - spiega Trussoni - e non si è concretizzato anche per quello».

Oltre all’area di trasformazione delle Giavere del Liro, il Pgt contiene previsioni per aree di espansione come l’ambito di via Barini e il recupero di zone parzialmente dismesse con l’ex Imc di via Mario Del Grosso o quella dell’area Fs-via al Tiglio. Una decina di zone originariamente con destinazione diversa da trasformare in residenziali, ma anche centri per servizi o aree commerciali. Con una previsione finale di aumento potenziale della popolazione di circa 1.800 unità. Per tutti questi gli iter partiti sono pochi. Attualmente quello dell’ambito di trasformazione della zona di via Per Uggia.

Dal punto di vista del suolo occupato, il prossimo Pgt dovrà avere un saldo zero rispetto alla situazione attuale. «In pratica - spiega Trussoni - se concederemo espansioni a qualcuno, dovremo togliere questa possibilità a qualcun altro». E non sarà questa amministrazione a stabilirlo. «L’orientamento - conclude il vicesindaco - è quello di presentare una proposta, lasciando le due adozioni alla prossima amministrazione. Sia per un motivo di correttezza istituzionale, sia per non mettere in difficoltà l’ufficio tecnico».


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