Pericolo esondazioni nel fiume Mera  Uno studio definisce le aree a rischio
Nell’ultimo tratto il fiume ha una pendenza limitata

Pericolo esondazioni nel fiume Mera

Uno studio definisce le aree a rischio

Chiavenna, otto mesi di tempo per consegnare l’elaborato. Costo previsto: 46mila euro. Saranno definite aree di sfogo e sarà simulata anche un’onda di piena su tutta l’asta.

Un nuovo studio per valutare la pericolosità del Mera dal punto di vista della possibilità di esondazioni. Fenomeno che, per la verità, non si verifica più da decenni. Comunità Montana Valchiavenna e Regione Lombardia hanno raggiunto un accordo per realizzare studi e sviluppo della modellazione idraulica per la definizione delle aree esondabili nel bacino del fiume Mera in attuazione del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni del Distretto Idrografico Padano.

Il tratto da considerare non è brevissimo. Si parla di un’asta del fiume che si estende per 35 chilometri. Dalla dogana di Villa di Chiavenna-Castasegna all’immissione del fiume nel lago di Como a Gera Lario, insomma. Lago di Mezzola compreso, ovviamente. Tutto sarà finanziato da Milano, ma l’iter sarà seguito direttamente dall’ente comprensoriale valchiavennasco. Lo studio sarà diviso in due parti, perché lo scenario del fiume Mera cambia radicalmente dal tratto compreso tra il confine di stato e la città di Chiavenna a quello tra la città e il fondovalle.

Soprattutto dal punto di vista delle pendenze, visto che per i primi 11 chilometri il fiume affronta oltre 300 metri di dislivello, mentre per i restati 24 si scende per soli cento metri. O poco più.

Per il primo tratto dovrà essere fatto un aggiornamento della delimitazione delle aree allagabili, dando continuità alle delimitazioni frammentate presenti attualmente nelle mappe di pericolosità del Pai, il piano di assetto idrogeologico.

Studio più approfondito per il secondo tratto. Da realizzare uno studio idrologico per la stima delle ondate di piena, una modellazione idraulica per delimitare le aree interessate da allagamenti per piena sull’asta principale, la verifica della stessa modellazione tenendo conto delle opere nel frattempo realizzate, l’aggiornamento della delimitazione delle aree allagabili, altri documenti tecnici e la formulazione di una proposta di modifica delle fasce fluviali con l’indicazione di un’ordine di priorità degli eventuali interventi con una stima sommaria dei costi.

In base all’accordo sottoscritto, la Comunità Montana avrà otto mesi per completare lo studio, ovviamente affidato a tecnici esterni, mentre i costi, 46 mila euro il contributo previsto, saranno a carico della Regione.


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