Pediatra non vaccinata        sospesa dall’Ordine        I genitori protestano
Una visita pediatrica (Foto by archivio)

Pediatra non vaccinata

sospesa dall’Ordine

I genitori protestano

«Conosce i casi dei nostri figli, senza di lei siamo persi»

Cento lettere sono giunte all’Ats della Montagna e all’Ordine dei medici della provincia di Sondrio, da parte dei genitori di altrettanti bambini che, in seguito alla sospensione dal servizio della loro pediatra per mancata vaccinazione, chiedono di poter mantenere il filo col proprio medico di riferimento, almeno in telemedicina «perché, ora come ora - dice Elisabetta, di Morbegno, tre figli - siamo completamente allo sbaraglio».

La pediatra di Chiavenna, laureata in Medicina e Chirurgia nell’85, pediatra di famiglia in convenzione con Ats della Montagna, allora Asl, dal 1995 al 2013 e poi passata alla libera professione «per avere più tempo - sottolinea - per la cura e l’ascolto dei bambini e delle famiglie che seguo». Il suo curriculum professionale comprende due specialità, in Scienze dell’Alimentazione e in Pediatria e un’esperienza importante in Pediatria al San Paolo di Milano.

Sono circa 900 i bambini e 500 le famiglie che, fino a poco tempo fa, hanno scelto di gravitare sul suo studio medico di Chiavenna, fintanto che non è intervenuta la sospensione il 19 ottobre scorso, in seguito ad accertamento condotto dall’Ats della Montagna.

«Ho avuto il Covid a fine ottobre 2020 - racconta la dottoressa -, dato certificato dal mio medico curante e da più test effettuati su capillare, ma non ho mai avuto un tampone positivo perché l’Usca incaricata di effettuarli, non è riuscita a farmelo prima di tre settimane, quando ormai stavo bene. A distanza di un anno, nell’ottobre scorso, ho ricontrollato il mio titolo anticorpale ed era ancora molto alto, pari a 5.500. Questo dato - afferma - insieme a una positività al polisorbato 80, contenuto nei vaccini a vettore virale, e al polietilenglicole, contenuto nei vaccini a mRna, sostanze che possono anche procurare choc anafilattico, mi avevano dato la certezza che in sede di discussione all’hub vaccinale avrei potuto avere l’esenzione. Ma in realtà all’hub non sono mai potuta andare - racconta la pediatra -, perché quando ho chiesto con un certificato del mio medico un rinvio dell’appuntamento per il vaccino di una settimana, perché non stavo bene e stavo facendo una terapia da lui prescritta, Ats ha inviato immediatamente l’accertamento per la sospensione al mio Ordine».

Essendo sospesa, da allora la dottoressa non ha più potuto rispondere a richieste, anche di consulti telefonici o via sms.

Il provvedimento di sospensione, però, non può avere vie di mezzo, per cui non è possibile. Tanto che dall’Ordine dei medici giunge un garbato “no comment”, mentre alla dottoressa Cesa Bianchi, che andrà in pensione a fine marzo, resta il rammarico «di non aver potuto informare i miei pazienti ad uno ad uno. Li ringrazio, comunque, per l’infinito amore e la vicinanza che mi hanno dimostrato in queste settimane».


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