Pecore uccise, ipotesi orso  «Non è stato certo un lupo»
La disposizione delle pecore trovate morte a Montespluga

Pecore uccise, ipotesi orso

«Non è stato certo un lupo»

Il tecnico faunistico sui due episodi in alta Valle Spluga. «È probabile che gli ovini siano stati aggrediti a zampate da un plantigrado»

Rispetto alle predazioni di pecore e di mucche avvenute pochi giorni fa in alta Valle Spluga, Maria Ferloni, tecnico faunistico della Provincia di Sondrio ed esperta in grandi predatori, escluderebbe al 99% il fatto che possa esserci lo “zampino” del lupo. Mentre non è escluso, anche se è tutto da provare, che possa esserci la “zampona” dell’orso.

E il riferimento alla zampa non è casuale, perché è proprio sferrando potenti colpi con l’arto che l’orso stordisce le proprie prede, fino a provocare loro la rottura dell’osso del collo. E, per quanto potuto appurare da Ettore Mozzetti, guardia venatoria provinciale salita in quota venerdì scorso, la predazione potrebbe avere come autore un orso, non un lupo. Mozzetti ha preso visione delle cinque rinvenute morte a Montespluga, a quota 2.700 metri in fondo alla Val Loga, dove è tutt’ora presente un gregge ingovernato di una trentina di pecore e una settantina di capre.

«Ovviamente è un’ipotesi che va appurata - dice Ferloni - perché risalire agli autori della predazione è sempre molto difficile, soprattutto quando gli animali sono morti da alcuni giorni, qual è il caso delle cinque pecore. La nostra guardia venatoria ha infatti potuto visionare il materiale fotografico prodotto da un cacciatore transitato in zona a metà della scorsa settimana. È quindi salito in quota venerdì, ha esaminato attentamente tutti gli animali morti e ha piazzato delle fototrappole nella speranza che l’autore della predazione torni sui propri passi. Cosa non del tutto scontata. In ogni caso, non ci sono elementi che richiamino la tecnica tipica di predazione del lupo, in assoluto. Sia per come sono state colpite le pecore, sia per il fatto che erano pressoché intatte, all’orso si può ragionevolmente pensare, perché tra l’altro, essendo un animale erbivoro, si ciba poco degli animali predati. Spesso, per lui, questo tipo di razzie, non sono fatte per “gioco”, mentre il lupo caccia l’animale per fame e tende a divorarlo».

Ancora più complesso l’altro scenario, quello che ha visto tre bovini di razza Angus stramazzati al suolo, sempre a Montespluga ma nella zona del Suretta.

«In questo caso, risalire agli autori della predazione sarà ancor più difficile - dice Maria Ferloni - perché tutte e tre le mucche sono state smaltite prima che le esaminassimo. E dalle sole fotografie non possiamo risalire alle modalità di predazione. Per questo invito caldamente tutti coloro che dovessero rinvenire i loro animali morti, a non smaltirli prima che li si possa analizzare. E’ un procedimento attento e lungo, ma fondamentale per capire cosa possa essere accaduto».

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