Passi alpini ridotti come discariche  Dalle cime sedici sacchi di pattume
I volontari dell’Us Bormiese con il frutto del loro lavoro

Passi alpini ridotti come discariche

Dalle cime sedici sacchi di pattume

I ciclisti dell’Us Bormiese hanno raccolto il bottino in un weekend di lavoro tra Cancano e Bormio 2000.

Cenerentola se la passava male, ma poi è finita bene. Anche l’iniziativa “Passi Puliti”, messa in campo cinque anni fa da Cristian Pozzi, vicepresidente del settore ciclismo della Us Bormiese, è sempre stata un po’ una “cenerentola” fra le tante proposte dell’associazione sportiva, ma nello scorso weekend ha trovato la sua scarpetta lungo i tornanti di Cancano e a Bormio 2000: sedici sacchi di spazzatura e anche qualcosa di più.

Come al solito, la maggior parte della sporcizia che invade il bordo strada non è quella lasciata dai ciclisti bensì da altri “sozzoni”. «Quest’anno - racconta Anna Lanfranchi, dell’Us Bormiese - il “bottino” ci ha portato due pneumatici completi di gomme e cerchioni, ferri residui di strutture stradali in disuso (guardrail e altro), vaschette di cibo, bottiglie di birra, cartoni di vino, una marmitta, giornaletti pornografici e la solita sterminata distesa di mozziconi e di fazzoletti di carta».

Sedici volontari (tra cui anche il presidente della Pro loco di Valdidentro, Thomas Anselmi), divisi in due gruppi, in tre ore hanno riportato a valle il “bottino” di cui sopra. L’intento di Cristian Pozzi, quando cinque anni fa ha tenuto a battesimo “Passi Puliti”, era quello di dare un esempio di buona volontà e di responsabilità anzitutto come ciclista (che su quei passi ha sudato e faticato), in secondo luogo come persona, dotata di senso civico e rispettosa dell’ambiente circostante, ed infine come operatore locale, perché è grazie a quelle strade che il Bormiese sta cavalcando un’ondata turistica sempre più crescente legata alle due ruote.

La conclusione di Anna Lanfranchi: «Lo scopo che ha dato origine al tutto: ripulire le strade di maggior attrazione turistica dalla spazzatura che i frequentatori ci lasciano ogni anno come souvenir della loro presenza. Debbo riconoscere che la raccolta di questa edizione non è stata così “devastante” come nei primissimi anni; ovviamente Cancano e Bormio 2000 non hanno la stessa affluenza (né lunghezza) dello Stelvio o del Gavia in piena stagione turistica, ma vogliamo credere anche che le politiche di sensibilizzazione ecologica stiano dando il loro frutto, oppure che sta semplicemente crescendo la coscienza “green” delle persone».

Ecco che allora il brindisi finale a conclusione della giornata (con pura birra bavarese) è stato più che azzeccato!


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