Passerini: «Persi servizi essenziali»  Della Bitta: «Esperienza, non slogan»
Il municipio di Chiavenna

Passerini: «Persi servizi essenziali»

Della Bitta: «Esperienza, non slogan»

Verso il voto a Chiavenna. Nel suo programma il sindaco uscente sottolinea quanto fatto e i nuovi obiettivi. Al centro della campagna elettorale portata avanti dallo sfidante c’è l’ospedale di Chiavenna.

«Chiavenna in questi anni ha perso servizi essenziali». Esordisce parlando di quello che in città, e in valle non c’è più, il candidato di “Ho A Cuore Chiavenna” Angelo Passerini nella sua prima mossa ufficiale in campagna elettorale. Un comunicato dove l’ex dirigente scolastico parla di sé, del suo gruppo e delle sue priorità: «Chiavenna è città di bellezza, da rendere sempre più accogliente, perfino elegante, ma anche attiva, dinamica e attenta ai bisogni dei cittadini. Per questo vogliamo porre la massima attenzione alla qualità della vita».

Qualità della vita, secondo Passerini, messa a dura prova dalla scomparsa dei servizi: « Da un po’ di tempo uffici pubblici e servizi essenziali come la sanità hanno subito drastici ridimensionamenti creando problemi e attese ai chiavennaschi. Non si nasce più a Chiavenna, si fanno lunghe e ingiustificate attese per prestazioni specialistiche, ci si deve rivolgere al privato a pagamento. Lunghissima la lista d’attesa anche per la Casa di riposo pubblica. Perfino l’Agenzia delle Entrate e l’ufficio del Giudice di Pace se ne sono andati e, per semplici informazioni e chiarimenti, ci si deve recare a Morbegno o a Sondrio. Non è migliorata molto la viabilità da quando la Statale 36 non prosegue direttamente per Chiavenna, e chi proviene da Milano deve individuare a fatica una rampa remota in zona Fuentes. Occorre che la voce del Comune di Chiavenna sia più incisiva e determinante».

Si capisce, insomma, che l’ospedale sarà al centro, ed era prevedibile, della campagna elettorale di Passerini. Nato a Morbegno il nel ‘52, sposato e con un figlio, il candidato si è laureato in Pedagogia alla Cattolica. Ha lavorato per 46 anni nella scuola con incarichi di dirigente scolastico all’istituto comprensivo Garibaldi, al circolo didattico e all’istituto superiore Leonardo Da Vinci. Niente passato in politica e amministrazione. Impegnato nella Caritas, è membro del Gruppo Welfare della zona di Chiavenna.

Se Passerini evidenzia cosa ha perso Chiavenna in questi anni, il sindaco uscente Luca Della Bitta punta sulle cose fatte e sull’esperienza. Lo fa con un vademecum di sette punti, che apre il corposo programma già diffuso nei giorni scorsi tramite i social network, che spiega cosa dovrebbe essere secondo lui un amministratore: «Non improvvisarsi, perché gestire un comune è sempre più complicato, difficile e impegnativo. Costruire un gruppo operativo, conoscere i problemi e trovare delle risposte, lavorare pensando che quello che facciamo è l’eredità per i figli che crescono, essere concreti e capaci di ottenere finanziamenti esterni e non perdersi mai d’animo perché si combatte ogni giorno su tutti i fronti, ma soprattutto per difendere i servizi quando dipendono da scelte altrui. Con atti ufficiali, accordi e incontri non con slogan o critiche generalizzate». Il capolista di “Vivi Chiavenna” è nato a Lecco nel 1980. Sindaco di Verceia fino al 2014 nelle scorse elezioni è stato eletto sindaco di Chiavenna. Presidente della Commissione Anci per l’innovazione nazionale dal maggio 2016.


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