Pasquetta “rossa”  Tra parco e centro  e troppa sporcizia
Al parco in bici o in famiglia per giocare o camminare (Foto by foto gianatti)

Pasquetta “rossa”

Tra parco e centro

e troppa sporcizia

Camminate e biciclettate in famiglia C’è chi ha azzardato pic nic nonostante il tempo fresco

Niente gite fuori dal proprio comune, se non per una visita ad amici e parenti - una sola al giorno e al massimo in due adulti -, o per raggiungere le seconde case.

Nella seconda Pasqua valtellinese festeggiata in zona rossa causa pandemia a fare il pienone, rigorosamente al pomeriggio dopo i pranzi casalinghi che hanno svuotato strade e passeggiate intorno a mezzogiorno, sono stati parchi, sentieri e località facilmente raggiungibili anche a piedi o in bicicletta.

Un assalto pacifico i cui risultati, in termini di rifiuti abbandonati e cestini traboccanti di bottiglie e lattine vuote oltre che di cartoni della pizza, sono però rimasti sotto gli occhi di tutti, poco edificante corollario della due giorni festiva.

Il meteo, almeno il meteo, nonostante il vento più fresco che ha soffiato sia domenica che ieri pomeriggio e le temperature in calo rispetto a quelle estive dei giorni precedenti, ha favorito le passeggiate e anche i primi pranzi all’aperto, vuoi sui balconi, vuoi nei giardini o al parco, a mo’ di pic nic sull’erba o sui tavoloni presenti nelle aree appositamente allestite, anche lungo il sentiero Valtellina.

Le celebrazioni liturgiche legate alla Pasqua hanno attirato i fedeli al mattino nei centri cittadini che poi si sono pressoché svuotati dopo pranzo.

Ieri mattina in piazza Garibaldi a Sondrio, ma anche davanti alla collegiata, ai giardinetti Sassi, in Garberia e, in generale, in ogni luogo vicino ad un bar aperto per l’asporto tanta gente, quanta se ne vede in una giornata pre festiva.

Le immagini le stesse della consuetudine da zona rossa che ha vietato i tavolini all’aperto.

La fontana davanti a palazzo Lambertenghi luogo di ritrovo delle persone più anziane sedute sui bordi a chiacchierare, qualcuno sorseggiando un caffè d’asporto, i muretti intorno alla statua di Garibaldi regno indiscusso dei bambini intenti a scalare o a rincorrersi sotto gli sguardi vigili di mamme e papà a loro volta occupati a parlare, coda davanti al bar pasticceria La Milanese,.

Struscio lungo viale Italia con le vetrine allestite ma le porte dei negozi chiuse e in piazza Campello crocchi di persone davanti ai bar aperti con il caffè delle prime ore del mattino che lascia spazio al “calice” quando s’avvicina l’ora dell’aperitivo.

Anche appena dopo la chiusura delle 18. Più caffè al bar della Garberia, luogo di ritrovo dei più giovani, invece, i giardinetti Sassi, davanti al museo, dove ogni sera i passanti trovano moderne sculture fatte di bottiglie e bicchieri abbandonati.

Nel pomeriggio, sia nella giornata di Pasqua, sia ieri, ad essere presi d’assalto nei dintorni del capoluogo sono stati gli itinerari che conducono alle frazioni, il sentiero Valtellina e il parco Bartesaghi.


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