Park a pagamento al Policampus di Sondrio. La Cisl: «Il Comune ci ripensi»
Discussione aperta sulle nuove regole del parcheggio di via Tonale

Park a pagamento al Policampus di Sondrio. La Cisl: «Il Comune ci ripensi»

Fa discutere la decisione di rivedere le regole della sosta nel parcheggio di via Tonale.

Parcheggio a pagamento al Policampus, è subito polemica. La decisione annunciata da palazzo Pretorio di introdurre una tariffa per i 250 posti nell’ottica di una revisione complessiva del sistema viario e della sosta provoca più di un malumore.

Il Comune giustifica la scelta con la necessità di «avere un maggiore turnover delle auto in stallo e garantire la possibilità ai pendolari e a chi deve prendere il treno di trovare parcheggio nei pressi della stazione» assicurando che si tratta di un’impostazione non definitiva.

«Quei parcheggi - eccepisce però Michele Fedele, referente del settore viabilità della Cisl - non sono utilizzati soltanto dai pendolari del treno, ma sono utilizzati, anche e soprattutto, da molti cittadini provenienti da vari comuni o frazioni vicini al capoluogo che, per raggiungere il posto di lavoro, sono “costretti” a utilizzare il mezzo proprio anche perché il trasporto pubblico locale, per lo più sintonizzato sulle esigenze degli studenti, non è adeguato».

E dunque la scelta di introdurre una tariffa oraria di 0,5 euro, con un massimo di 2,50 euro per l’intera giornata (dal lunedì al venerdì fino alle 17,) con la gratuità solo per i possessori di abbonamenti del treno, fa storcere il naso. «È evidente - prosegue Fedele - che l’introduzione del pagamento per la maggior parte dei parcheggi a sud della stazione, comporterà per molti lavoratori l’onere di dover pagare l’intera tariffa giornaliera che, a detta dei vertici comunali, consisterebbe in un importo “simbolico” in quanto non dovrebbe superare i 2,50 euro al giorno. Ci permettiamo di dissentire sull’aggettivo “simbolico”: 2,50 euro giornalieri, moltiplicati per i 20 giorni lavorativi, determinano un importo mensile di 50 euro e un importo annuo di 550 euro (calcolato su 11 mesi, tenuto conto delle ferie). Una vera e propria stangata per molti».

Senza una ragione plausibile secondo la Cisl perché «se il problema è quello dei parcheggi perennemente occupati si può semplicemente prevedere il divieto di sosta in alcune fasce orarie così da obbligare i proprietari dei mezzi “perennemente parcheggiati” a rimuoverli, pena la rimozione forzata con relativi oneri a carico». Da qui la richiesta all’amministrazione di rivalutare la cosa.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo del Pd Michele Iannotti. «Esiste effettivamente un problema di auto stanziali in quel parcheggio - dice -, ma non può essere risolto un problema creandone un altro e penalizzando chi sceglie, arrivando dalle frazioni o dai comuni limitrofi, di non entrare in centro con l’auto. Viene meno così anche la funzione del parcheggio di interscambio gratuito che aveva lo scopo di decongestionare la città dalle auto dei pendolari» e non solo quelli che utilizzano il treno. «Sondrio è una città di servizi che deve agevolare, non svantaggiare, chi viene da fuori, contribuendo a favorire l’economia cittadina - prosegue Iannotti -. È una città capoluogo di provincia che deve esercitare appieno questo ruolo. Da una parte si promette di realizzare parcheggi nelle frazioni e dall’altra si penalizzano i frazionisti quando scendono in città. Senza tener conto che gli utilizzatori del treno non sono sempre gli abbonati».

«Per chi proviene da fuori Sondrio per motivi lavorativi sono disponibili diversi altri parcheggi gratuiti in zona» ricorda l’assessore all’urbanistica Carlo Mazza che poi li elenca. «Davanti al Policampus restano liberi 43 posti, oltre a 77 nel parcheggio Marzotto sempre aperti e senza limitazioni - sottolinea -. Poi, in via Samaden sono a disposizione 24 stalli davanti alla Cassa Edile, e presto il parcheggio verrà ampliato con ulteriori 16 stalli. Infine, sono 258 i posteggi disponibili sotto il Cinema multisala nell’area Carini, gratuiti per le prime due ore e che prevedono poi una tariffa di 0,45 euro all’ora».


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