«Papà non paga?   E tu non mangi»
L’ingresso delle scuole elementari di Cadorago: da lunedì scorso norme inflessibili per i morosi in mensa

«Papà non paga?

E tu non mangi»

Cadorago I responsabili della “Vivenda” hanno elencato i nomi dei 16 bimbi non in regola davanti ai loro compagni

Niente pranzo in mensa per i bimbi delle famiglie che non avevano pagato i buoni pasto.

La drastica misura messa in atto lunedì mattina dalla Vivenda (la società appaltatrice del servizio) ha suscitato le proteste di alcuni genitori dei bambini, parecchie perplessità tra insegnati e dirigenti scolastici ed è stata anche contestata dalla lista civica “Progetto Comune”.

Riguardo alla vicenda, no comment da parte della società Vivenda che, contattata telefonicamente, suggerisce di rivolgersi all’amministrazione comunale per saperne di più. Un problema che a Cadorago ha riguardato sedici bambini.

Da quel che risulta, gli addetti della società, al momento del pranzo, elenchi alla mano, avrebbero indicatogli scolari ai quali il pasto non doveva essere dato, in quanto le famiglie non avevano pagato i buoni che è necessario presentare per avere diritto al servizi.

Una situazione che ha di fatto preso in contropiede le maestre, che hanno quindi cercato di far tutto il possibile per fronte all’imprevisto problema, dando i propri pasti agli scolari esclusi. Intanto, dopo le polemiche subito esploseper questo provvedimento così drastico, già nella mattinata di ieri, una quarantina di genitori si sono affrettati a mettersi in coda, alla cartoleria Colombo di via Garibaldi, per provvedere a pagare e acquistare i buoni mensa.

A farsi avanti , nel giro di poco tempo, pare non siano stati soltanto i morosi, ma anche diversi genitori che, per evitare ogni rischio di poter a propria volta incorrere nel prossimo futuro in qualche dimenticanza, vista la nuova linea di “tolleranza zero” che è stata “inaugurata” lunedì, hanno pensato bene di acquistare in via preventiva altri buoni, pur avendo ancora del credito a disposizione.

«È del tutto evidente che la pretesa della ditta concessionaria di ottenere il pagamento dei corrispettivi è legittima e sostenibile – viene sottolineato in una nota diffusa ieri dall’amministrazione comunale –In collaborazione con la ditta il Comune ha da tempo sollecitato le famiglie insolventi al pagamento per evitare interruzioni del servizio, illustrando con chiarezza le conseguenze del protrarsi del debito».


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