Panda raid da Bormio  Un’avventura tra le dune
Da sinistra, Fabrizio Frascati e Alberto Quintavalla, detto “Pompa” al Panda raid nel deserto

Panda raid da Bormio

Un’avventura tra le dune

Alberto Quintavalla e il suo amico Fabrizio Frascati hanno preso parte alla 3.000 chilometri nel Sahara

Dai ghiacci dell’Antartide alle dune del deserto sahariano. Il bormiese Alberto Quintavalla, per gli amici “Pompa”, (per via dello storico esercizio commerciale del padre), è uno di quei personaggi indomiti da romanzo d’appendice, una forza della natura, il sorriso incollato sulle labbra, il lungo barbone socratico annodato a punta, l’ilare generosità fatta persona, novello Ulisse in viaggio oltre le Colonne d’Ercole. Nella sua vita le ha provate tutte, punto dal multiforme ingegno meccanico dei motori a scoppio di motociclette cromate e gatti della neve “risfornati” dalla sua premiata officina, e dalla spericolata esplorazione di mondi sconosciuti.

I viaggi e le mete

Dalle gelide lande inesplorate del Polo Antartico a trivellare carotaggi di ghiaccio per 20 anni, alle sommità delle ardite vette sudamericane. Dall’alto dei cieli in groppa al suo biplano, alle desolate distese sabbiose maghrebine. Irrefrenabile la sua smania di “saggiare” il mondo. Basta una telefonata dell’amico di sempre Fabrizio Frascati per ritrovarsi impegolato in una nuova esaltante avventura: il “Panda Raid”, la mitica corsa di oltre 3.000 chilometri tra le imponenti dune del deserto sahariano, dal lago titolato al sultano Mohammed V fino al cuore dell’antica città imperiale Marrakesh, vita pulsante dell’economia marocchina con le sue moschee dorate, palazzi arabescati e giardini da “Mille e una notte”.

Tra caleidoscopici e animati souk e l’intrico labirintico delle sue strade che menano alla medina, la cittadella medievale fortificata che risale ai tempi dell’Impero berbero. È bastato poco per i due amici di sempre per “addomesticare” una vecchia panda poi ruggente più che mai e pronta per la nuova avventura. È così che si sono imbarcati a Sète, sponsorizzati da “Celso sport”, col loro carico di souvenir della nostra valle tra brisaole della ditta Clementi, caramelle della Brielli e la premiata cancelleria della cartoleria Pradella da donare alle gente del luogo. E “Pompa” non si sottrae per niente a questo rito del dono, indirizzandolo quasi esclusivamente alle bambine, considerate lì meno di un cane randagio, che sorridevano felici coi loro occhioni languidi ringraziando amabilmente, sotto lo sguardo ammiccante delle mamme addossate a povere capanne di fango e di stracci. La povertà più assoluta bisognosa di tutto. E Quintavalla sa come farsi strada nel cuore di questa gente umile, ma dignitosa, dedita alla pastorizia, a cui lascerà infine caschi di datteri maturi, scarpe e vestiti, e anche una giacca nuova da moto più utile a loro, insieme ai suoi bidoni per l’acqua, vera merce rara nel deserto.

Il rally

E così inizia l’epica corsa tra le dune del medio Atlante tra sabbia, sassi e pietrisco, che mettono a dura prova le gomme della Panda modificata. Un po’ d’inesperienza tra i 500 equipaggi quasi tutti stranieri gioca sporco per il duo italiano che nella I classifica li vede al 52° posto e con l’auto arenata tra le dune. Ma la solidale vicinanza del gruppo di Imperia (Marco, Valerio, Michele e Pino) offre le giuste dritte per aggiustare il tiro e al 7° giorno, dopo aver macinato gli ultimi 400 chilometri, si ritrovano 15esimi assoluti. Un bel traguardo, una bella impresa. Soprattutto riportare la loro gloriosa Panda fino a Bormio! Ma quel che resta di questa esperienza è soprattutto quel bagaglio umano, fatto di ruvide pacche sulle spalle dei rallisti di mezzo mondo e soprattutto il sorriso festante di tante bambine pronte a coccolarsi il loro peluche o a disegnare il mondo dei loro sogni. “Pompa” ha messo tutto nell’archivio nutrito della propria mente, mentre racconta felice questa nuova esperienza, ma già scalpita. L’avventura continua.


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