Palio delle contrade, dibattito aperto  «Meglio la formula di marzo senza i vip»
Federica Pellegrini e Federico Pellegrino, madrina e padrino del palio

Palio delle contrade, dibattito aperto

«Meglio la formula di marzo senza i vip»

Sui social fioccano critiche e proposte: «È una festa popolare, non di celebrità». Replica il vice sindaco di Livigno: «Che siano le frazioni a decidere, la politica qui non c’entra».

Evento promozionale che richiama l’attenzione mediatica internazionale grazie a una pista di sci di fondo allestita in pieno agosto e la presenza di super campioni, oppure ritorno alla tradizione sia nella collocazione temporale (marzo), sia nella dimensione esclusivamente livignasca?

Dopo l’edizione 2017 del palio delle contrade di Livigno che per il secondo anno consecutivo si è svolto in piena estate affiancato dalla sfida dei campioni, il dibattito a Livigno è più che mai aperto sui social sulla pagina facebook “Bontémp -opinioni su Livigno”. « I vertici dell’organizzazione (Apt, ndr) hanno commesso un errore alquanto criticabile, hanno inspiegabilmente dimenticato e abbandonato l’elemento più sacro in questo genere di manifestazioni: la gente comune - contesta lo studente universitario Daniele Cusini -. la manifestazione ha un’origine intrinsecamente popolare, in cui dovrebbero essere le contrade del paese le protagoniste assolute della serata. Così non è stato. La gente comune è stata sacrificata sull’altare della fama e della notorietà».

Cusini lancia l’allarme: «Qualsiasi evento, sia esso sportivo o politico, se perde il calore del pubblico, è destinato a morire». Sia sulla pagina pubblica che su quella privata ci sono stati centinaia di commenti a dimostrazione dell’interesse dell’argomento, in linea con Cusini. Thomas Ruberto - scrittore e titolare di una libreria una paese - lancia una proposta: «Direi di riportare a marzo il palio delle contrade, un evento totalmente dedicato ai livignaschi, senza intrusioni e invece di proporre a agosto l’evento per i professionisti».

Replica il vice sindaco di Livigno, Remo Galli: «Credo che questo evento debba essere deciso dai promotori delle contrade, i veri motori di questa fantastica manifestazione. Credo che sia stata una lungimirante follia quella di organizzare ad agosto un evento simile. Il trofeo delle contrade arrivava da qualche anno un po’ scialbo e si decise di provare a svolgerlo in agosto. Sono certo che quest’anno l’organizzazione ha provato a includere maggiormente i vip, cambiando l’orario per unire maggiormente le due manifestazioni, magari senza riuscirci. Ci sono state cose positive e alcune negative. Dopo due anni bisognerà capire, analizzare se tornare alle origini o come proseguire. La scelta dipenderà dal comitato contrade. La critica costruttiva va sempre accettata e analizzata. Per la politica, ecco quella deve essere lontana da questa manifestazione. Modestamente penso che la si debba fare, alimentando in consiglio comunale un dibattito serio per giungere a un risultato soddisfacente per tutti».


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