Paletti sul recupero dei seminterrati  Chiavenna restringe le possibilità
Dopo il recupero dei sottotetti ora è la volta dei seminterrati, ma Chiavenna dice no

Paletti sul recupero dei seminterrati

Chiavenna restringe le possibilità

La legge regionale, unanimità nella discussione: anche la minoranza approva la linea restrittiva. Trussoni: «Rischio esondazione e gas radon non si possono ignorare per la sicurezza della città».

Sì al recupero dei seminterrati a fini abitativi, ma per Chiavenna la novità introdotta dalla Regione Lombardia non sarà per tutti. Criteri restrittivi quelli approvati dall’ultimo consiglio comunale, chiamato a recepire la nuova normativa del Pirellone che per contenere il consumo di suolo ha voluto dare modo ai privati, alberghi compresi, di recuperare i seminterrati e adibirli a vani abitabili.

Per Chiavenna la novità avrà delle limitazioni, illustrate dall’assessore all’urbanistica Davide Trussoni: «Abbiamo deciso di inserire questa possibilità con alcune eccezioni, che riguardano le fasce di esondazione, le zone dove c’è il rischio di allagamenti, le aree di rispetto del reticolo idrico minore e altri due casi. Il primo riguarda i crotti, ma questo era già previsto dal nostro strumento urbanistico. Il secondo è quello legato alla presenza di gas radon. Qui prima di intervenire sarà necessario avere un parere positivo da parte dell’Ats». La minoranza per bocca della capogruppo Lucia Del Giorgio ha annunciato voto favorevole: «Siamo costretti a recepire questa legge, ma quantomeno è stato scelto di darne un’interpretazione restrittiva».

A spiegare la ragione della poca convinzione della minoranza è stata la consigliera Barbara Prevostini: «Ormai con la scusa della riduzione del consumo di suolo si propongono leggi senza senso. Questa è una di quelle. Bisogna capire che ridurre il consumo di suolo vuol dire spesso abbattere e restituire aree naturali ai cittadini. Occorre una grande operazione culturale sul concetto di “bello”».

Il tema è stato ripreso anche dal sindaco Luca Della Bitta: «Ritengo la questione centrale. Siamo passati da una fase in cui del territorio abbiamo avuto poca cura a una in cui, spesso per moda, abbiamo ingessato tutto, fino a non avere più gli strumenti per intervenire a recuperare e valorizzare elementi di pregio. Su questo tema siamo aperti a un approfondimento e a un confronto con la minoranza e chi vorrà portare elementi utili alla discussione».

La chiosa è spettata al vicesindaco Davide Trussoni, ormai in maggioranza da quasi 15 anni: «Concordo con l’architetto Prevostini. Nel nostro piccolo, anni fa un passo l’abbiamo fatto, andando ad abbattere la struttura del Ferrhotel. Per quanto riguarda Chiavenna credo che le problematiche che potranno emergere con queste norme siano veramente ridotte. Potrebbero esserci problemi per altri comuni. So che a Campodolcino e Madesimo, ad esempio, stanno pensando a norme ancora più stringenti. Il timore, ad esempio, è che il recupero di autorimesse possa portare poi a problemi per quanto riguarda il parcheggi pubblici a disposizione».


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