Palazzetto di Tirano, uno scheletro da due milioni
La struttura esterna del palazzetto

Palazzetto di Tirano, uno scheletro da due milioni

Terminato dieci anni fa, è ancora al rustico, ma il Comune continua a pagare la rata del mutuo annuale. Il sindaco: «Un grosso problema ereditato dal passato, per poterlo utilizzare ora serve un altro milione e mezzo»

Muri di cemento “nudi” con piccole finestre e alcune vetrate. E dentro nulla. Tutto ancora da costruire. Intanto, però, dalle tasche dei cittadini, da oltre dieci anni ormai se non di più, sono usciti soldi in continuazione per costruire lo scheletro e pagare il mutuo.

Parliamo del palazzetto dello sport comunale – o di quello che sarebbe dovuto diventare nelle intenzioni delle passate amministrazioni comunali – che si trova lungo l’Adda a Tirano e che da un decennio si trova nelle condizioni attuali: un rustico non finito. Un’opera incompleta, dunque, eredità di un trentennio di discussioni tra progetti avveniristici e destinazioni ancora tutte da decidere. L’amministrazione in carica da un anno e mezzo intende impegnarsi per concluderlo, partendo dalla convinzione, che accomuna per l’appunto questa cordata, che prima di costruire del nuovo bisogni terminare l’incompiuto o mantenere l’esistente. Ma la domanda ancora senza risposta è: cosa fare di questo impianto? Con quali risorse? E quanto incidono oggi le spese sulle casse pubbliche per il mantenimento di questo il rustico?

Dopo aver ricostruito la storia della struttura, il sindaco Franco Spada, conti alla mano, fornisce qualche dato. Innanzitutto i costi: il centro sportivo è costato, anzi meglio dire, sta costando al Comune oltre due milioni, per la precisione 2.079.885 euro, di cui 336.729 euro come mutuo a carico dello Stato, 717.875 euro come mutuo credito sportivo, 858.164 euro di mutuo con ammortamento a carico del Comune (di cui 292.815 euro di rate ancora da pagare) e 167.115 euro con altri fondi comunali. «Le spese attuali per il mutuo ammontano a circa 100mila euro all’anno che dovremo pagare ancora per tre anni - dice Spada -, ma negli anni precedenti il rateo era molto superiore. Alle spese effettive va sommato l’ammortamento per il mantenimento della struttura che è almeno l’1,5 per cento del costo complessivo. Questo per dire che questo rustico ci costa, anche se è lì fermo».

Spada ricorda che negli spazi dove ora sorge lo scheletro, c’era la sede storica del poligono di tiro Tirano, poi «negli anni Ottanta questa è stata demolita per farne una pista di pattinaggio – afferma – che, dai bambini fra cui c’ero io, veniva usata come pista per le biciclette. Dopo pochi anni anche questa è stata smantellata, è stato fatto uno scavo con una gru rimasta lì per una decina di anni. Poi è stato costruito questo impianto rimasto incompiuto. In pratica si va avanti da trent’anni senza una destinazione ben precisa».

Il problema è che per completare servirebbe almeno un milione e mezzo di euro. E dove si vanno a prendere i soldi in questi tempi magri, in cui le amministrazioni comunali fanno fatica a fare la manutenzione di quello che hanno, per concludere l’opera? E cosa farci? «Bella domanda - risponde Spada -. L’idea è quella di un palazzetto dello sport, ma occorrerà fare un ragionamento serio e capire se convenga spendere del denaro per aprire una palestra quando abbiamo quella della scuola Pinchetti che, peraltro, sarà interessata da un importante lavoro di adeguamento alle norme anticendio per un milione e 400mila euro».


© RIPRODUZIONE RISERVATA