Martedì 12 Novembre 2013

Padre Simone nel dramma

senza finedelle Filippine

1L’arcipelago è in ginocchio. Migliaia i dispersi 2 Padre Simone Caelli fortunatamente si trova in una zona colpita con minore violenza dal tifone

Mentre è scattata la solidarietà internazionale nei confronti della popolazione delle Filippine, messa in ginocchio dal tifone Haiyan che ha mietuto oltre diecimila vittime, a Teglio si sono vissute ore di apprensione per padre Simone Caelli, 42 anni

Ordinato sacerdote nel giugno 2000 e missionario da diversi anni, alcuni dei quali proprio nelle Filippine.

Padre Simone da due mesi è tornato nell’arcipelago asiatico, dove vive in mezzo alla gente che ora ha bisogno di aiuto più che mai.

La sua famiglia di Teglio e il fratello, padre Andrea parroco di San Nicolò di Valfurva, lo hanno sentito poche ore dopo la tragedia e si sono tranquillizzati, anche se il tifone, che in altre zone ha spirato a 300 chilometri orari, nell’area dove padre Simone abita – un’isola a 100 chilometri da Iloilo – ha scatenato venti che si avvicinano a 180 chilometri orari.

«È stata allagata la chiesa e sono cadute alcune piante – riferisce il fratello Andrea -. Mio fratello sta bene, ma da venerdì manca la luce per cui siamo riusciti a sentirci telefonicamente. Ci ha detto di stare bene, il tifone ha sfiorato la sua zona. Quello che però ha sottolineato è che quella gente è abituata a vivere con queste perturbazioni meteorologiche che, una stagione sì e una stagione no, si scatenano con più o meno violenza. Il problema è che le case sono baracche, le popolazioni vivono sull’acqua senza argini e senza strutture stabili. Il tifone è stato potente, ma la povertà che c’è rende difficile difendersi e proteggersi».

Teglio

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