«Padre Gianni. Solidarietà e tenacia il suo testamento»

«Padre Gianni. Solidarietà e tenacia il suo testamento»

La figura del missionario comboniano è stata ricordata con esperienze di vita vissuta. «Ci diceva: “Fate della vostra vita qualcosa di bello”»

Un incrociarsi di esperienze, tutte con un comune denominatore: padre Gianni, o meglio: Gianni, come la stragrande maggioranza dei presenti, ieri, nella sala dei Salesiani lo ha affettuosamente ricordato. È stato questo il “Gianni Day”, occasione di incontro per quanti l’hanno conosciuto e che, magari, non si erano mai incontrati prima tra di loro, provenendo da città ed esperienze diverse. Raccontate, rivissute; qualcuna con la voce incrinata dall’emozione, le diverse testimonianze sono diventate patrimonio comune.

Accompagnate da filmati, canti, qualche passo di danza con tamburelli a scandire ritmi d’Africa. «Tamburi di tutto il mondo a significare l’unione senza distinzione di razza, come voleva lui (padre Gianni), il mondo unito; e continuiamo il suo messaggio».

Solidarietà, tenacia, incoraggiamento, pace hanno “galleggiato” nell’aria; in uno scritto di Gianni, proposto ai presenti, lo smarrimento provato di fronte ai mali gravi di questa società, (la corruzione, l’egoismo, l’insipienza se non peggio di politici: ma è diventato questo il mio Paese?) l’appello al mettersi al servizio di poveri e abbandonati, facendo della propria vita qualcosa di bello.

E poi la giornata è stata completata con la parte musicale interpretata dalla grande chitarrista Muriel Anderson, amica di lunga data di Gianni. «Padre Gianni è per me un grande amico; ci siamo conosciuti molti anni fa e per me è sempre stato fonte di ispirazione. È sempre vicino al mio cuore».

L’approfondimento in edicola lunedì 6 giugno su La Provincia di Sondrio


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