Orma nella neve  Si sospetta sia di un orso
Il confronto tra la mano e la flebile orma sulla neve su cui si indaga

Orma nella neve

Si sospetta sia di un orso

Grosio Molto dubbiosi gli esperti mentre sembrano certi i cacciatori che l’hanno fotografata a Nariga

Orso o non orso, questo è il dilemma. Da un lato, ci sono i cacciatori che le hanno rinvenute, pronti a scommettere che si tratti dell’indesiderato ospite; dall’altra, la Polizia Provinciale non si sbilancia, anzi i rilievi fotografici non sembrerebbero confermare l’ipotesi plantigrado. Stiamo parlando delle impronte trovate nella neve domenica mattina sui monti di Narigna, a quota 1.600 metri, fra Lovero e Tovo. Quando se le sono trovate davanti i cacciatori, che le hanno fotografate, hanno avuto pochi dubbi che si trattasse dell’orso per la grandezza e la profondità nella neve. Più freddi gli esperti. Il dubbio resta. Intanto l’orso, sempre secondo una segnalazione degli appassionati dell’arte venatoria (non quelli che hanno trovato le impronte sopra Lovero), avrebbe lasciato tracce nella neve anche sui monti grosini dell’Oltre Adda, verso i 2.000 metri della Croce dell’Alpe. Una volta era Pierino a gridare al lupo al lupo; ora si grida all’orso fra orme presunte e racconti che passano di bocca in bocca senza la certezza data dell’ufficialità degli esperti. Proprio la scorsa estate l’orso era stato filmato da altri cacciatori nella zona di Varadega, a quota 2.000 metri, fra Grosio e Sondalo. Quella resta l’unica certezza della presenza dell’orso che è stato più mansueto rispetto al passato infatti non si sono registrate predazioni e neppure distruzioni di alveari.


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