Oratorio di Sondrio, l’arrivederci tra le macerie
La scritta lasciata dai giovano oratoriani sul muro ora in demolizione

Oratorio di Sondrio, l’arrivederci tra le macerie

Seconda settimana per le opere di demolizione. Su un muro spunta una scritta lasciata dai giovani. L’arciprete: «Per distruggere ci vorrà un mesetto, per ricostruire un anno. Ma è così anche nella vita».

È cominciata la seconda settimana di lavori per la demolizione dell’edificio dell’oratorio San Rocco. E quella appena trascorsa non è stata priva di emozioni, soprattutto per i numerosi giovani di diverse generazioni che in quel luogo hanno trascorso molte ore. Nella giornata di giovedì scorso anche gli operai al lavoro si sono fermati davanti ad una scritta comparsa durante la demolizione di quelle che erano le aule di incontro al secondo piano. “È solo un arrivederci”, si leggeva nei grandi caratteri tracciati da una bomboletta spray verde.

Gli autori del gesto, che esprime tutto l’affetto per un luogo importante - ovviamente non per le sole mura -, sono probabilmente da ricercare tra i giovani che, nelle settimane precedenti l’inizio dei lavori, hanno aiutato a sgomberare l’oratorio da arredi e materiali da trasferire provvisoriamente al vicino istituto salesiano, dove in questi giorni è in corso di svolgimento anche il grest.

La stessa mano, sempre con bomboletta spray verde, ha aggiunto un’altra frase a caratteri più piccoli: “La fatica passa, la gioia resta”. Una parafrasi di un pensiero di Santa Teresa di Calcutta, a rimarcare la bellezza dell’esperienza della vita di oratorio e la transitorietà del dispiacere che provano in questi giorni quanti hanno a cuore la struttura di San Rocco.

«Per distruggere ci vorrà un mesetto e per ricostruire un anno - spiegava due settimane fa l’arciprete, don Christian Bricola, in un suo “pensierino” settimanale -! È sempre così nella vita e non solo nell’edilizia! Quindi, buon lavoro a tutti, ricordandoci che le strutture sono a servizio delle persone e che “tutto deve servire per la maggior gloria di Dio”».

La Comunità salesiana, sulla propria pagina Facebook, ha richiamato la scritta “È solo un arrivederci”. «Perché - hanno rimarcato - così è… un saluto alla propria casa che si prepara ad essere ancora più accogliente!». Nuovi spazi torneranno ad ospitare giovani e famiglie a partire, secondo le ipotesi degli addetti ai lavori, dal settembre del prossimo anno, quando è prevista l’inaugurazione. In vista del traguardo è stato scelto anche l’indirizzo del sito www.oratorio2020.com, che illustra in breve il progetto per il rifacimento della struttura, presenta due webcam per seguire l’andamento dei lavori e indica le modalità per contribuire a sostenerne la spesa.

Dei preventivati 2 milioni e 250 mila euro di costi per i lavori, un milioni e 100mila sono già stati coperti da un contributo di Fondazione Cariplo, mentre le donazioni ammontano a 550 mila euro. «Ringrazio tutti, proprio tutti», ha scritto l’arciprete sull’ultimo numero de “La voce di don Bosco”, ricordando che mancano ancora circa 600mila euro per coprire i costi dei lavori. «Ringrazio - ha aggiunto - anche quella signora ottantenne che con grande entusiasmo, dopo aver fatto la sua offerta, mi ha incoraggiato ad andare avanti, perché questo oratorio è per il bene dei bambini! Questa gentilissima “vecchietta” ci crede. Speriamo di trovare tante altre persone generose che ci credono!».


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