Martedì 29 Luglio 2014

Orari “cervellotici”

di palazzo Besta

«Bisogna cambiare»

Visite a palazzo Besta di Teglio a singhiozzo: i custodi, in base ai contratti nazionali, lavorano due domeniche al mese con un giorno di riposo festivo ogni 15 giorni

Palazzo Besta, il gioiello rinascimentale tellino, non può continuare a presentare astrusi orari di visita, con aperture domenicali a singhiozzo.

Lo borbottano da anni i tellini, se n’è lamentato durante una manifestazione proprio a palazzo Besta il sindaco di Teglio, Elio Moretti, ma che ora lo affermi uno dei massimi esponenti della cultura italiana, quale Ernesto Ferrero fine scrittore e direttore del Salone del libro di Torino, non può che far riflettere. E, soprattutto, stimolare a trovare soluzioni da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio, cui compete il palazzo, di proprietà per l’appunto statale.

Nel numero de l’Ordine di ieri, Ferrero, che definisce Teglio «piccola San Gimignano alpina», parla di «cervellotici» orari di palazzo Besta e domanda: «Perché (il palazzo, nda) non dev’essere conosciuto anche in Puglia o in Francia? Perché non può ospitare sistematicamente mostre, concerti, eventi? Certo, è un Museo Nazionale e come tale ingessato dalle rigidezze burocratiche e dalla penuria di risorse, ma non si può continuare a subire passivamente delle situazioni assurde».

Parole che pesano come macigni – anche per l’autorevolezza di chi le esprime – e che vanno ad assestarsi in un dibattito aperto da tempo. Da diversi anni turisti e amministratori hanno lamentato questa situazione (già Sandro Fay, sindaco negli anni passati, con il presidente del Centro Tellino di Cultura, Gianluigi Garbellini, aveva chiesto un incontro alla Soprintendenza per risolvere il problema, ma invano), ma niente è mai cambiato.

Ora ci sta provando il sindaco Moretti che intende organizzare, a fine estate, un convegno, invitando anche i Comuni di Chiavenna e Sondrio, proprietari di palazzo Vertemate Franchi e castel Masegra, per parlare di questo problema. «Non si pensi che io abbia mollato – rassicura il sindaco -. Già lo scorso anno avevo colto un’occasione pubblica per fare istanza alla Soprintendenza di rivedere gli orari di visita, ma nulla è cambiato. Allora proviamo a organizzare un confronto pubblico per capire se riusciamo a fare qualcosa, illustrando le criticità che noi avvertiamo per la mancanza di elasticità».

© riproduzione riservata