«Ora il paese è più vivo, non trascurate mai chi vi chiede un aiuto»

A Caspoggio un saluto speciale per il parroco. Don Bartolomeo lascia la comunità dopo 29 anni. A luglio tornerà nel suo paese natale, a Grosio

«Ora il paese è più vivo, non trascurate mai chi vi chiede un aiuto»
Alcuni momenti dei festeggiamenti per don Bartolemeo Cusini, parroco di Caspoggio da 30 anni

Festa grande, domenica, a Caspoggio, in onore di don Bartolomeo Cusini, 80 anni, di cui più di 29 trascorsi come parroco della comunità malenca. Due i momenti significativi curati dalla comunità parrocchiale, la Messa delle 10 nella chiesa di San Rocco, officiata da don Bartolomeo stesso, quindi i festeggiamenti pomeridiani al Palazzetto dello Sport del paese, zeppo di parrocchiani, più di 800 persone, fra cui Danilo Bruseghini, sindaco del posto, Arif Negrini, presidente del locale Gruppo Alpini, Raffaele Dorigatti, presidente dell’Asd Caspoggio, Ersilio Bricalli, presidente della Protezione Civile locale, oltre ai rappresentanti della Polisportiva Valmalenco, di Avis, delle Acli e della corale parrocchiale Santa Cecilia.

Al fianco del “don”, una delegazione della folta schiera di sacerdoti, missionari e parroci originari di Caspoggio, fra cui Nicholas Negrini, da pochi anni ordinato sacerdote, e i padri Pietro Bracelli, unitamente ai fratelli Davide e Fausto Negrini.

Ma, sopra tutti, a salutare don Bartolomeo, c’erano loro, i caspoggini, che hanno tirato fuori il meglio per ringraziare il parroco che li ha affiancati e sostenuti in tanti anni di pastorale e che ben li conosce.

«Credo che verrà, a Caspoggio, - ha detto – un sacerdote che ama il nostro paese, i giovani e il teatro, però, anche se sapete quanto tengo all’infanzia, all’adolescenza, alla giovinezza, e, insieme, alla vecchiaia, vi chiedo di non dimenticare le persone adulte. Perchè, vi devo dire, che in questi anni molte di queste persone si sono rivolte a me per un aiuto, un supporto, e ho cercato di fare tutto il possibile per dar loro una mano. Per cui, vi prego di non trascurarle e di ascoltarle quando vi chiedono qualche cosa».

Un’attenzione alle anime, quella di don Bartolomeo, particolarmente marcata, tipica del buon pastore, e tale da far passare in secondo piano, peraltro, anche qualche sua asperità caratteriale. «Qualche volta sono un po’ rompiscatole – ha evidenziato lui stesso dato che, ovvio, nessuno osava proferire parola -, però, vi voglio bene, dal profondo del cuore, e, se sono stato talvolta impulsivo, l’ho fatto perchè vedevo delle potenzialità che stentavano a venir fuori e dovevano essere sollecitate. Adesso, invece, - ha “confessato” il “don” a chi scrive – vedo che il paese si è svegliato, è vivo, carico, desideroso di fare e avrei voluto rimanere ancora un po’ per guidare questo cambiamento, ma altri lo faranno al posto mio, sicuramente bene».

Don Bartolomeo, infatti, resterà a Caspoggio fino a fine giugno, poi, dal 1° luglio, approderà nel suo paese natale, Ravoledo di Grosio, «dove, sapete, mica mi mandano in pensione – ha detto -, perchè ho cinque chiese da gestire».

Ai caspoggini, invece, il “don”, omaggiato di un calice con pisside dedicata dall’amministrazione comunale, di un quadro raffigurante le chiese di Caspoggio, offerto da tutte le associazioni del paese e dipinto da Federica Pegorari, di un portaoggetti con cappello alpino donato dal Gruppo Ana del posto, di un saggio di canto da parte dei piccoli del coretto “Bimbincanto” e di un mix dei sei spettacoli teatrali realizzati, dal 2005 ad oggi, dalla Compagnia locale “I RicreAttori”, ha lasciato in dono la sua enciclopedia Treccani «che dimorerà negli uffici comunali a beneficio di tutti – ha detto – affinchè non si dica che i caspoggini non sanno niente», e la sua valigetta con i paramenti sacri benedetti «che ho sempre usato per andare a dir Messa di qua e di là, soprattutto, in occasione delle feste alpine. La lascio a voi, Gruppo Alpini di Caspoggio – ha detto ad Arif Negrini -, perchè vi stimo e perchè, quando vi ho chiesto qualcosa siete sempre stati subito disponibili».

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