«Operazione rilancio per la sanità»
I rappresentanti delle istituzioni hanno assicurato la loro disponibilità a collaborare per una sanità «non solo dignitosa, ma all’avanguardia»

«Operazione rilancio per la sanità»

I direttori generali di Ats e Asst parlano dei primi passi col presidente della Provincia e il sindaco di Sondrio. All’incontro con Cancro Primo Aiuto le mosse per attirare medici: «Con progetti validi e condivisi i fondi si trovano».

Una sanità, quella valtellinese, in sofferenza, che presenta diversi punti critici e che ha bisogno di un repentino cambio di passo per non perdere ulteriore terreno. Una sanità che deve tornare a offrire dei servizi adeguati, e in linea con le altre realtà regionali, a chi finora si vedeva costretto a rivolgersi altrove. Nessuno si è nascosto dietro a un dito, o a frasi di circostanza, all’incontro organizzato lunedì a Sondrio dalla onlus Cancro Primo Aiuto per incontrare e dare il benvenuto ai due nuovi direttori generali di Ats della Montagna e Asst ValtLario, rispettivamente Lorella Cecconami e Tommaso Saporito. Le difficoltà sono note, ma al tempo stesso sono emersi degli elementi di forza, e di ottimismo, che fanno guardare al futuro con una consapevolezza diversa.

Il primo aspetto riguarda senza dubbio la conoscenza del territorio da parte dei nuovi vertici della sanità locale: un vantaggio che permetterà di “saltare” i canonici tre o quattro mesi necessari per calarsi nella situazione locale. Se Lorella Cecconami ha ormai trascorso quasi 27 anni della sua carriera in provincia di Sondrio, anche Tommaso Saporito conosce molto bene la zona, essendo stato negli anni scorsi alla direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera, quando si chiamava Aovv.

Ma è soprattutto sul metodo di lavoro che potrebbero profilarsi delle novità. A parlarne è stato Elio Moretti, presidente della Provincia. «La politica farà la sua parte - ha dichiarato il sindaco di Teglio, che è anche entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Cancro Primo Aiuto -, ma deve innanzitutto lasciar lavorare i professionisti della sanità, tenere i toni bassi e usare molto buon senso. Gli ultimi tre anni non sono certo stati positivi per la sanità, bisogna invertire la tendenza. La politica deve lasciar lavorare quelli che sanno svolgere questo mestiere, non sempre dar voce a certi mal di pancia può fare del bene. Dobbiamo, a mio parere, essere capaci di raccogliere le istanze dei cittadini e poi portarle, in una logica di sintesi, a chi queste richieste le deve tradurre in atti concreti. Saremo dalla vostra parte - ha spiegato rivolgendosi a Cecconami e Saporito -, agendo in una logica di collaborazione e di buon senso».

Considerazioni analoghe quelle espresse da Marco Scaramellini, sindaco di Sondrio e capofila degli altri amministratori comunali, che ha voluto elogiare Cancro Primo Aiuto per la «qualità e la concretezza» delle proposte portate avanti in modo «disinteressato». Scaramellini ha inoltre garantito il massimo impegno «affinché la sanità locale torni a essere non solo dignitosa, ma all’avanguardia. Come sindaci, e insieme alla Provincia, dobbiamo lasciare da parte i campanilismi e le rivendicazioni strumentali, magari legate alla campagna elettorale. Serve un approccio positivo e una collaborazione più salda e forte. Tutti noi vorremmo avere l’ospedale sotto casa, ma è un modello sorpassato. Servono, tuttavia, attenzioni particolari per il territorio, che ha caratteristiche problematiche soprattutto sul fronte viabilistico. In questi ultimi tre anni, l’ho già detto in altre sedi, sono stati compiuti dei passi indietro, un disfacimento che ha avuto un’accelerazione preoccupante. Adesso occorre invertire il trend, fornendo anche degli incentivi ai medici affinché rimangano qui».

Il tema della mancanza di specialisti è stato ripreso anche da Lorella Cecconami. «Esiste una carenza di professionisti, ma si fa fatica anche a trovare medici di medicina generale e che svolgono compiti di guardia medica - ha detto -. Con il territorio stiamo pensando a delle convenzioni che permettano di coprire i posti vacanti e di garantire ai giovani delle interessanti opportunità di carriera. Non dimentichiamo, poi, che le nuove soluzioni tecnologiche permettono di rispondere ai bisogni dei cittadini non facendoli più uscire di casa, ma portando i servizi a domicilio. E in un’ottica di sanità che cambia, ricordo quanto sia fondamentale investire in prevenzione per garantire al paziente una fase di cronicità che sia la meno lunga possibile. Per tutte queste iniziative abbiamo sempre lavorato a fianco delle associazioni, ma avremo bisogno di tutti: più riusciremo a fare rete, più saremo una squadra e più potremo superare le difficoltà. Integrando gli ospedali con il territorio e poi coinvolgendo le associazioni e la politica. E se proporremo progetti validi, insieme troveremo anche le risorse per realizzarli. Non esistono ostacoli insormontabili. Di sicuro con l’Asst la collaborazione sarà totale». «Così che i valtellinesi – ha concluso Saporito – che hanno la sfortuna di aver necessità dei servizi sanitari non debbano rivolgersi altrove, ma trovino qui la risposta ai loro bisogni. Questa è una realtà di cui mi sono innamorato, adesso bisogna discutere dei problemi senza preconcetti, trovare una soluzione e poi suonare come un’orchestra. Venite a trovarmi, la porta è sempre aperta».


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