Omicidio Grosotto  c’è l’udienza preliminare    Parti in aula il 23 luglio

Omicidio Grosotto

c’è l’udienza preliminare

Parti in aula il 23 luglio

Tra poco più di un mese

l’efferato delitto di Veronica Balsamo finirà davanti

a un giudice

Presto per sapere se Emanuele Casula sarà processato da una Corte d’Assise oppure se sceglierà la via dell’abbreviato che gli garantirà lo sconto di un terzo sulla pena. Quest’ultima soluzione è di certo la più probabile, visto che il giovane grosottino di 19 anni è reo confesso e deve rispondere di omicidio aggravato per aver ucciso la 23enne Veronica Balsamo e di tentato omicidio per aver ridotto in coma Gianmario Lucchini, 34 anni, aiuto sacrestano in paese, la cui unica colpa - quella sera del 23 agosto scorso -, fu quella di aver visto Emanuele mentre saliva in auto con Veronica.

La difesa, ha tempo fino al prossimo 23 luglio per decidere, ma sarà necessaria un’altra udienza prima di arrivare a una sentenza.

Davanti al giudice Fabio Giorgi compariranno anche le parti offese che potranno costituirsi parte civile: la famiglia di Veronica, ovviamente, quella di Gianmario e il farmacista che la mattina del 23 agosto fu derubato di uno scatolone contenente farmaci. Come è noto fu il Casula a commettere quel furto, anche se poi lo scatolone fu riconsegnato intonso al legittimo proprietario. Non sembrano invece aver intenzione di rivalersi sul giovane, il titolare della ferramente che quella mattina si vide rubare dal Casula l’automobile, poi rinvenuta nei pressi del laghetto e il proprietario della bicicletta che il giovane inforcò per allontanarsi dal bar.

La ricostruzione dei fatti

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, quella sera Veronica ed Emanuele avrebbero litigato in auto. E di brutto. Lui avrebbe perso la testa e l’avrebbe trascinata giù nella scarpata dove l’ha picchiata e l’ha finita con un colpo pietra che le ha spezzato la testa e la schiena. Pochi minuti dopo e a poche centinaia di metri più sotto, Gianmario Lucchini, avrebbe pagato caro il fatto di essersi trovato sulla strada di Casula: un cacciavite lo ha trapassato da tempia a tempia e da allora non si è mai più ripreso.

La perizia

L’imputato, come è noto, è reo confesso, ma a suo favore c’è una perizia di semi infermità mentale. Su di lui, però pesano le aggravati del duplice delitto che solo per un soffio non si è trasformato in un doppio omicidio. In aula ci saranno il Elvira Antonelli e il collega Giacomo Puricelli a chiedere che la pena sia commisurata

A conti fatti, Emanuele Casula potrebbe addirittura cavarsela con una pena di poco più di dieci anni di reclusione. In pratica, tra cinque o sei anni potrebbe anche godere dei primi permessi per lasciare il carcere. La perizia però parla anche di pericolosità sociale. Se il giudice ne terrà conto, potrà però disporre qualche misura di controllo ulteriore a carico del ragazzo.


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