Sabato 25 Ottobre 2014

Omicidio di Grosotto

I genitori di Veronica

fanno indagini parallele

Emanuele Casula per la prima volta ha parlato alla Procura dall’arresto del 2 ottobre scorso

Ha convocato amici e amiche della giovane cameriera uccisa a Roncale esattamente due mesi fa, per capire quanto fosse profondo il legame che Veronica Balsamo - 23 anni - aveva con Emanuele Casula, l’operaio di 18, unico indagato dell’efferato delitto.

Poi ha chiamato a rapporto tutti coloro che per un motivo o per l’altro hanno avuto a che fare con lui (e con la vittima) nel giorno in cui si è consumato il delitto. Una decina le persone che l’avvocato Enza Mainini ha già sentito a Grosotto seguendo lo schema dettato dalla ricostruzione effettuata dai carabinieri.

«Indagini eccellenti», afferma il legale dei genitori di Veronica, quasi a sgombrare il dubbio di eventuali errori od omissioni.

«Solo voglio escludere zone d’ombra. E l’istinto mi dice che non tutto è stato spiegato. C’è ancora margine per capire meglio e credo che nelle prossime ore avremo un quadro definitivo di quella giornata che inizia alle 7,30 del mattino, con Emanuele che già si trovava in casa di amici, mentre Veronica dormiva nel suo letto, e finirà tragicamente - per la famiglia Balsamo e per quella di Lucchini - tra le 20,05 e le 20,45. Ma è proprio questo il lasso di tempo sul quale mi sto concentrando».

L’avvocato Mainini sta dunque conducendo indagini difensive mirate a svelare il movente che può aver spinto l’omicida ad uccidere Veronica e ad accanirsi su Gianmario Lucchini che per la cronaca non è più ricoverato nel reparto di rianimazione, ma è tornato di nuovo in neurochirurgia. «Le sue condizioni non si sono aggravate, ma semplicemente ha avuto un po’ di febbre e questo è compatibile con lo stato in cui si trova. I familiari gli stanno sempre vicino e confidano di cogliere dei miglioramenti», dice l’avvocato Antonio Sala Della Cuna, che a differenza della collega non veste i panni dell’investigatore, ma attende di poter avere in mano l’intero fascicolo.

Intanto giovedì, nel carcere di Monza, per cinque ore Emanuele ha risposto a tutte le domande che il Pm Elvira Antonelli - titolare dell’inchiesta - e il collega Giacomo Puricelli gli hanno posto in modo serrato.

Nulla è dato sapere sull’interrogatorio che ha lasciato tutti esausti. Il verbale è infatti stato secretato su richiesta dell’avvocato del Casula Francesco Romualdi che non ha gradito la fuga di notizie relativa proprio alla collaborazione del suo cliente con la Procura. «Posso solo dire che Emanuele sta meglio ed era tranquillo. Altro non aggiungo».

© riproduzione riservata