Olimpiadi, lo scialpinismo vuole la consacrazione
Dario Ruttico

Olimpiadi, lo scialpinismo vuole la consacrazione

La disciplina preme per la promozione ai Giochi. Albosaggia si candida a diventare il polo di aggregazione.

Profumo all’orizzonte di candidatura a 5 cerchi olimpici invernali per il 2026; un palcoscenico sul quale la Valtellina è pronta a dare il meglio di sé. L’occasione potrebbe pure essere la “prima” per lo scialpinismo, sport nel quale la nostra Valle eccelle, sia per atleti che per territorio. Per intanto, decisione di due anni fa, questa disciplina rientrerà tra quelle dei Giochi Olimpici giovanili in programma a Losanna nel 2020. In provincia (spingeremmo sul brand Valtellina, “e pluribus unum”) nomi come quelli di Boscacci, Murada (Ivan e Giulia), Nani, Rossi, Antonioli, Boscacci jr, i migliori atleti, maschili e femminili, a livello mondiale ci permettono di guardare al futuro con entusiasmo.

Ora, sappiamo quanto siano desiderate le Olimpiadi in Valle; se l’Alta Valle ha delle ottime piste di sci, Albosaggia ha sicuramente tutte le caratteristiche per ospitare gare di scialpinismo, sia di territorio che umane. Un discorso che affonda alle Olimpiadi di Sochi nel 2014, quando l’allora vicepresidente della Comunità montana di Sondrio, Dario Ruttico, caldeggiò coi vertici della Federazione sportiva russa (i russi erano in pre-ritiro olimpico in Valmalenco con il freestyle ski) l’inserimento dello scialpinismo nei Giochi. Nel 2016 Albosaggia ospitò la Coppa del mondo, riportandone lusinghieri consensi che un responsabile della federazione esternò all’allora sindaco Fausto Giugni. L’anno successivo ci furono contatti a più riprese col vicepresidente del Coni, Luciano Bonfiglio, con Antonio Rossi, assessore allo Sport di Regione Lombardia, coi vertici della Fisi. Un discorso che arriva da lontano e che lontano potrebbe portare.

«Non dimentichiamo - ha ricordato Dario Ruttico - che lo scialpinismo è sport non invasivo, praticato, spesso lontano dalle tradizionali ski aree attrezzate, anche da moltissimi amatori e che porta a valorizzare zone poco conosciute. Da non sottovalutare poi come in Valtellina (sempre “e pluribus…”, ndr) vi siano aziende leader nelle produzioni legate a questa disciplina sportiva, dall’attrezzistica all’abbigliamento, agli accessori che potrebbero innescare un piccolo polo di eccellenza identificabile nella provincia di Sondrio».

«Detto che faccio parte del Fans club - ha aggiunto poi Fausto Giugni - e che seguo con molto interesse le gare e le continue vittorie di Michele Boscacci, figlio di un campione del passato e orgoglio per Albosaggia, mi sembra corretto ricordare coloro che hanno-stanno spinto-spingendo per l’inserimento della disciplina dello Ski Alp fra quelle olimpiche e di conseguenza proporre la nostra Valle come teatro di gara per la dotazione territoriale delle nostre montagne; lo scialpinismo è una specialità molto seguita, anche se le notizie nazionali e internazionali guardano spesso altrove».

Alla fine di giugno il Cio sceglierà. Se tricolore sarà, in Valtellina sarebbero protagoniste le piste di Bormio e la Stelvio in particolare per le prove dello sci uomini, a Livigno lo snowboard e il freestyle. In questa ottica sarebbe bello che ci fosse anche una “prima” di scialpinismo sulle “nostre” Orobie.


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