Olimpiadi, il tempo stringe  «Subito un commissario  e stop al codice appalti»
L’annuncio delle Olimpiadi a Milano-Cortina nel giugno 2019. Son già passati due anni su sette (Foto by gianatti)

Olimpiadi, il tempo stringe

«Subito un commissario

e stop al codice appalti»

Milano-Cortina 2026. Ieri confronto a Verona fra gli enti interessati.

Il viceministro Morelli (Lega): «Non si può usare il Codice degli appalti»

Gli interventi più importanti sono legati ai trasporti

Un commissario con poteri reali che lavori alla semplificazione delle procedure per la realizzazione delle opere pubbliche (60 tra infrastrutture, strade e impianti sportivi) e un tavolo permanente di coordinamento tra il Ministero delle Infrastrutture e i territori che consenta di individuare e affrontare immediatamente le problematiche su cui intervenire. Perché il tempo stringe, le cose da fare sono tante - basti pensare che il piano degli investimenti ammonta a 11 miliardi di euro - e il 2026 è dietro l’angolo.

Le priorità

A fissare le priorità in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, «le più importanti della nostra storia», che con le gare di sci alpino maschile coinvolgono direttamente la Valtellina sono stati ieri in un confronto a Verona il viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, Alessandro Morelli, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, del Veneto, Luca Zaia, e i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher.

«Abbiamo voluto fare il primo step di questo tavolo di coordinamento con le realtà locali per mettere a punto la macchina organizzativa delle Olimpiadi. Vogliamo essere pronti - ha spiegato Morelli - per arrivare ad avere il più importante avvenimento nel nostro Paese nei prossimi anni, al termine di una tragedia legata alla pandemia e di conseguenza alla crisi economica. L’auspicio è che si traduca nella grande occasione di rilancio per il Paese».

Il vice ministro ha evidenziato che le Olimpiadi vedranno protagoniste alcune regioni, ma saranno un appuntamento atteso da tutto il Paese, «per questo ritengo opportuno - ha spiegato - allargare il tavolo a tutte le regioni affinché si sentano coinvolte».

Morelli che ha ammesso «dobbiamo recuperare un po’ di tempo perduto» ha rassicurato che «nel più breve tempo possibile chiuderemo la partita della Società che gestirà i Giochi e quella del commissario». Commissario che, seppur necessario per la partita delle Olimpiadi, rende secondo Morelli evidente il fallimento del Codice degli appalti.

«Abbiamo commissariato già 60 opere il mese scorso e ci accingiamo a farlo per altre 25/30 nelle prossime settimane. Al Ministero stiamo lavorando per riformare il Codice degli appalti che ritengo dovrebbe essere sospeso, oltre che per l’emergenza sanitaria com’è ora, almeno fino alla fine della crisi economica perché non è coerente con le necessità di questo Paese».

Quanto alle opere strettamente correlate alle Olimpiadi il viceministro ha sottolineato l’importanza strategica dei trasporti, tra cui ha annoverato anche gli impianti di risalita: «Nelle prossime sessioni di questo tavolo - ha detto - valuteremo l’ipotesi degli impianti a fune come collegamento. In ogni caso la scadenza per la consegna non è il 2026, ma l’anno precedente».

Undici miliardi di euro per sessanta opere da realizzare nelle città e nelle regioni coinvolte. E’ il piano degli investimenti per le Olimpiadi 2026 previsto dal decreto governativo: 473 milioni di euro per la Lombardia, 325 milioni al Veneto, 82 milioni alla Provincia autonoma di Bolzano e 120 milioni per quella di Trento. Tutti cantieri che dovranno concludersi entro l’avvio delle Olimpiadi, anzi un anno prima come ha ricordato il viceministro Morelli.

Oltre ai finanziamenti statali, per il territorio lombardo ci sono i 574 milioni di euro della Regione che portano la dotazione a disposizione a oltre un miliardo di euro, di cui 134 milioni per le opere prioritarie del territorio di Valtellina e Valchiavenna.

Gli interventi finanziati da Roma, le opere essenziali per rendere efficienti e appropriate le infrastrutture esistenti individuate nel dossier di candidatura, riguardano strade e ferrovie. Sono interventi attesi da anni per migliorare l’accessibilità alla provincia di Sondrio. Ci sono il potenziamento dello svincolo di Piona cui sono stati assegnati 7 milioni di euro, quello dello svincolo di Dervio per altri 25 milioni e il consolidamento della galleria Monte Piazzo (25 milioni) sulla Statale 36, il nodo di Castione sulla 38 (15 milioni) e il cavalcavia della tangenziale di Sondrio per 40 milioni di euro. Per gli interventi di potenziamento della linea ferroviaria Milano-Tirano ci sono 30 milioni e altri 66 milioni per la soppressione dei passaggi a livello lungo la Statale 38.


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