Ok ai test salivari   Sperimentazione  in undici classi
I test saranno portati in laboratorio e gli esiti si avranno in giornata

Ok ai test salivari

Sperimentazione

in undici classi

Chiavenna Si parte giovedi solo su base volontaria

Operatori negli asili, alle primarie, medie e superiori

.Sono 11 classi dell’istituto comprensivo Giuseppe Garibaldi di Chiavenna, le prime coinvolte nella sperimentazione con test salivari nelle scuole della provincia di Sondrio.

«Ats della Montagna ci ha proposto l’adesione, su base volontaria - dice il dirigente, Franco La Vecchia -, e a noi è sembrato interessante accettare. Abbiamo selezionato 11 classi, fra quelle delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado (medie, nda), tutti situate a Chiavenna, per rendere più comodo e agevole il lavoro agli operatori sanitari di Ats che effettueranno la verifica».

Più esposti al contagio

La giornata clou è quella di giovedì prossimo, 20 maggio, in cui, gli alunni, verranno raggiunti in classe dagli operatori che, dotati dei test salivari li proporranno ai medesimi, sempre su base volontaria.

«Noi siamo a disposizione, ma, tutta la sperimentazione è in capo al personale competente di Ats - dice il preside La Vecchia - e non coinvolte il personale scolastico, che è, nella stragrande maggioranza dei casi, vaccinato, anche se, in prospettiva, non sarebbe sbagliato poterlo estendere anche al personale docente e non docente a titolo di verifica e a garanzia di maggiore sicurezza».

«Per quanto - conclude La Vecchia - è giusto e doveroso riservare la maggiore attenzione possibile ai ragazzi, perché, sono loro, i più esposti al contagio, soprattutto nelle bolle delle scuole dell’infanzia, dove ai bimbi non viene fatta indossare la mascherina».

Esito in giornata

Come detto, in provincia di Sondrio, la sperimentazione, al momento, coinvolge solo questo istituto, mentre, a livello regionale, ha ricordato, venerdì, in conferenza stampa, Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare «sono 45 le scuole dell’infanzia coinvolge, 81 le primarie e 50 le medie inferiori - ha detto - per un totale di 5mila studenti testati, in tutte le province, di qui al 15 giugno prossimo».

Di un esame facilissimo e veloce, si tratta, in quanto, ad essere distribuito è un batuffolo su un bastoncino, tipo lecca lecca, che si tiene in bocca per un minuto, il tempo necessario a far si che si impregni di saliva.

Dopodiché viene consegnato all’operatore sanitario che raccoglie le provette e le consegna al laboratorio analisi, perché le processi esattamente come processa qualsiasi tampone molecolare. In giornata si ha, subito, l’esito.

Idea lombarda

Una modalità di testing tutta lombarda, perché lanciata dal professor Gian Vincenzo Zuccotti, dell’Università degli studi di Milano, aspetto che riempie d’orgoglio il governatore, Attilio Fontana.

«Esprimiamo soddisfazione - ha detto - per il fatto che la proposta lombarda abbia dato il via, a livello nazionale, a questo nuovo test e confidiamo che, per la riapertura delle scuole a settembre, possano essere impiegati come alternativa, e non in carenza, dei tamponi rino-faringei, soprattutto con riguardo ai bimbi e ai soggetti fragili».

Sicuramente di un ritrovato meno invasivo e fastidioso si tratta, utile per screening ripetuti, relativi a particolari categorie di persone, come lavoratori, anziani, disabili, o, proprio, studenti.

Sul tavolo, fra l’altro, c’è anche la possibilità che questi test vengano utilizzati già per gli esami di terza media, che inizieranno appena concluse le lezioni, cioè dopo l’8 giugno, e per quelli di maturità, con avvio il 16 giugno.

Dal mondo sindacale è giunta, ieri, anche la richiesta di estendere questi test, in forma gratuita, anche al personale della scuola, docente e non docente.

Un incontro, fra rappresentanti sindacali ed esponenti del Governo, è fissato per venerdì prossimo, proprio per meglio definire ogni aspetto legato alla sicurezza delle verifiche in procinto di attuarsi, nelle scuole di ogni ordine e grado.


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