Oggi scatta la zona rossa  Con sorpresa: le seconde case
Anche in zona rossa si possono raggiungere le seconde case

Oggi scatta la zona rossa

Con sorpresa: le seconde case

La novità Nel decreto si lascia la possibilità di raggiungerle. Ma i sindaci sono perplessi

È una delle novità delle ultime ore, non attesa ma ben accolta da molte località che vivono di turismo, anche in provincia di Sondrio: si possono raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione e anche in zona rossa. Lo si è appreso da fonti di Governo, a proposito delle nuove misure del decreto Covid.

Le Faq sul sito di Palazzo Chigi, con la risposta alle domande più frequenti, sono state aggiornate e con riguardo alle seconde case prevedono la possibilità di spostarsi per raggiungerle. Lo possono fare però solo coloro che abbiano un titolo per provare la proprietà (possono esibire copia o autocertificarlo) e a condizione che la casa di destinazione non sia abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare del proprietario. Stop, quindi, alle “convivenze”, per quanto temporanee, fra componenti diversi della famiglia o amici.

Una notizia, dicevamo, accolta positivamente in provincia di Sondrio, anche se in tanti temono non possa cambiare molto la situazione difficile attuale.

Il sindaco di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, è tra i più ottimisti. «Penso che la possibilità di raggiungere le seconde case rappresenti una valvola di sfogo, in questo momento di forte pressione psicologica, per coloro che vivono nelle grandi città e, al contempo, una possibilità per noi di far respirare parte della nostra economia - afferma -. Abbiamo già sperimentato l’affluenza dei proprietari di seconde case anche nel periodo natalizio o nei weekend precedenti al periodo di arancione rinforzato: è andato tutto benissimo, l’importante è essere ligi al rispetto delle regole, sempre. Quindi, se la situazione rimarrà tale da non determinare l’emanazione, a livello regionale, di norme più restrittive, la Valmalenco aspetterà i turisti a braccia aperte».

Più scettico il vice sindaco di Valfurva, una valle che sta pagando ancor più di altre la crisi causata prima dalla frana del Ruinon e poi dall’emergenza sanitaria.

«Personalmente penso che non sappiano più cosa e come fare - dichiara Luca Bellotti - e questo non fa altro che creare tensioni, danni economici senza grossi risultati. Così diventa davvero difficile dare un opinione sulla Pasqua in questo momento, tre settimane prima, visto che ogni settimana, se non meno, cambiano le regole d’ingaggio».Poco cambia, infine, per Livigno: nel Piccolo Tibet i numeri relativi sono talmente risicati da non poter, questa apertura, regalare una vera e proprio boccata d’ossigeno per l’economia.


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