«Nuovo sentiero, fermiamo il progetto»  Le guide alpine lanciano una petizione
Un gruppo di ragazzi lungo il tracciato oggi presente nella valle

«Nuovo sentiero, fermiamo il progetto»

Le guide alpine lanciano una petizione

Val di Mello, continua la protesta contro l’idea di un percorso per disabili lanciata da Ersaf. «Circuito che nessuno vuole. La pietra, il muretto e il gradino diventano insidie da abbattere».

Una petizione contro il nuovo sentiero nella riserva della Val di Mello. E ieri sera del progetto si è parlato a “Carta bianca”, il programma di approfondimento che Bianca Berlinguer conduce su Rai Tre, con l’alpinista e scrittore Mauro Corona che si è espresso in linea con le guide alpine della vallata contrarie all’idea. Le guide alpine hanno lanciato l’allarme per il nuovo sentiero accessibile di Ersaf: sul piatto ci sono un tema delicato come la fruibilità degli spazi per i disabili e quello del cambiamento di un luogo naturale protetto. E con una bozza di progetto sul quale destinare 400mila euro che le guide chiedono di «restituire per investirle ad altri scopi e non per un intervento che ci preoccupa e che possiamo ancora fermare, ora che il progetto non è ancora in fase esecutiva» spiega l’alpinista e guida alpina Jacopo Merizzi. Gli fa eco un’altra guida, Andrea Panighetti: «Il sentiero che già esiste in valle è percorso ogni anno da centinaia di ragazzi, di famiglie, donne e uomini che cercano sé stessi nella natura e lì imparano e crescono. Chi tocca la Val di Mello ne risponderà davanti alle future generazioni».

«L’abbiamo ribadito nell’incontro con Ersaf: siamo e saremo sempre contrari alla realizzazione di un sentiero fotocopia dell’esistente, che modifica, amplia, abbatte ostacoli naturali di un passaggio che esiste già, in una Valle che non deve essere invasa - afferma il collega Luca Biagini -. Chi arriva qui da centri urbani fa esperienza di una zona dove ci sono guadi, massi, tracciati misti in una zona di riserva dove la bellezza non è data solo dal paesaggio, ma anche dal percorso per raggiungerla».

La petizione, lanciata dalle guide alpine, sarà proposta da oggi per ora solo on line, in attesa di decidere come organizzare la raccolta “tradizionale” delle firme. Chiede una firma per fermare «l’aberrante progetto» e si oppone all’intervento sul quale la Regione ha messo a bilancio 300mila euro approntati quest’anno e 100mila euro nel 2020. «Non possono essere i 400mila euro un buon motivo per svilire la Val di Mello per scardinarne la sua mitica naturalità - dice la petizione -. Per imporre un circuito per disabili che nessuno vuole, avvilente per tutti, disabili per primi».

«Nella scheda del progetto - dicono le guide - la pietra, il muretto, il gradino diventano insidie da abbattere, il tronco-ponte per passare un ruscelletto un pericolo da eliminare e arginare con un ponte cementato e collaudato, la vegetazione infestante da sradicare, la delicata traccia da seguire nell’erba sostituita da una segnaletica a prova di non vedente. La Val di Mello non è di Ersaf, non è del municipio, ma è un bene comune di tutti».


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