Nuovo schermo per il cinema Pedretti  «E’ un’innovazione indispensabile»
Il cinema Pedretti di Morbegno al centro di miglioramenti

Nuovo schermo per il cinema Pedretti

«E’ un’innovazione indispensabile»

Arriva dall’Inghilterra l’ultima tecnologia per la sala nel cuore di Morbegno. Gasperi: «Ampliamento della stagione e qualità dei titoli aumentano il flusso degli spettatori».

Schermo nuovo di zecca al cinema Pedretti di Morbegno, altra novità regalata dal patron del cinema valtellinese, Roberto Gasperi, agli spettatori «che, nonostante le sfide degli ultimi anni, non sono calati». Innamorati del fascino «della sala buia da raggiungere fuori casa per godersi lo spettacolo». È l’ultimo acquisto in casa Cinegest lo schermo di proiezione Harkness, «leader mondiale nella tecnologia del settore sul quale abbiamo voluto investire al Pedretti - spiega Gasperi -. È arrivato dall’Inghilterra con un mezzo di 16 metri, montato da tecnici del settore per migliorare in modo significativo la qualità della visione, arricchendole esperienze cinematografiche di chi arriva a Morbegno».

Questa è solo l’ultima fra le novità che il gruppo gestito da Gasperi (oltre le sale cittadine Pedretti, Iris e Tre, anche il cinema di Aprica), che continua ad andare a gonfie vele, ha portato a Morbegno: dal rinnovato teatro Pedretti sino al cinema in 3D, al sito Internet, ai social per aggiornare in tempo reale sulle proiezioni. «Ora il nuovo schermo al Pedretti, dove il palco era stato sistemato una decina d’anni fa quando abbiamo messo in piedi il proiettore digitale - ancora Gasperi -. Sono innovazioni indispensabili per far andare bene le sale, come accade in provincia. Basti pensare che ad Aprica abbiamo avuto un incremento del 10% in estate».

La gente continua ad arrivare, a Morbegno il flusso è costante «un po’ anche per l’ampliamento della stagione sino a luglio e agosto, un po’ per i titoli capaci di richiamare un pubblico eterogeneo». Come succederà anche nella prossima stagione invernale con il sequel di Frozen o il nuovo di Checco Zalone e l’arrivo dei nuovi Avatar. «Una migliore distribuzione dei titoli spalmati su vari mesi funziona», aggiunge. Un passaggio costante di spettatori nonostante le diverse sfide che le sale cinematografiche hanno dovuto affrontare soprattutto nell’ultimo decennio. «Con la pirateria, Internet e la tv che comunque hanno portato via parecchio, ma la ricetta per portare avanti uno spazio simile è saper offrire una sala bella, comoda e accogliente con i requisiti tecnici giusti e film accattivanti. A Morbegno abbiamo un bacino d’utenza ampio, che va da Colico a Chiavenna e arriva fino all’Alto Lario, Ardenno e Berbenno, che in città possono scegliere fra tre film diversi ogni sera».

La ricetta deve essere azzeccata, altrimenti non si spiegherebbe la presenta ultra trentennale di Gasperi nel settore. «La mia è una passione che nasce da lontano, mio padre fu un pioniere aprendo una sala nel 1934 a Bormio, da lì ho mosso i primi passi per spostarmi in tutta la provincia e da allora quell’odore buono della sala di proiezione, delle poltroncine di velluto, non l’ho più lasciata».

Così anche i suoi spettatori, fedeli a un rito capace di sopravvivere al mutare dei tempi. «Andare al cinema significa prendere e uscire di casa, socializzare, sprofondare nelle seggiole, condividere uno spettacolo con altre persone, ma senza subire interferenze esterne nella sala buia». E poi ciak, parte la pellicola.


© RIPRODUZIONE RISERVATA