«Numeri Covid, basta poco  e si peggiora»
Un reparto Covid al Morelli

«Numeri Covid, basta poco
e si peggiora»

La Valle ha l’incidenza più alta in Italia - La responsabile del centro Covid, Rebucci, spiega i motivi

«Quando i numeri sono così piccoli, bastano focolai di dimensioni molto ridotte, per comportare un innalzamento generale dei parametri. E, poi, occorre ricordare, anche se, forse, ce lo stiamo dimenticando, che il coronavirus è sempre presente e continua a circolare, andando ad intercettare, soprattutto, le persone non ancora vaccinate».

A parlare è Chiara Rebucci, responsabile del centro Covid Morelli, cui abbiamo chiesto un’interpretazione del dato che vede, la nostra provincia, in capo alla classifica dell’incidenza del coronavirus negli ultimi sette giorni in rapporto a 100mila abitanti.

Dove, il 7 giugno, ma anche il giorno successivo, ultimi dati utili elaboratori da “Pillole di ottimismo”, di Paolo Spada, su indicatori ministeriali, “vantavamo” un’incidenza provinciale di 64 casi, contro la media nazionale di 26, e la media regionale, addirittura inferiore, e a pari a 24.

Del resto è da alcuni giorni, che nel report elaborato a livello regionale, la nostra provincia evidenzia dati a due cifre, anche se quasi mai superiori a 20 al giorno, che fanno a pugni con dati ad una cifra relativi a territori ben più popolati del nostro e ben più interessati, nei periodi di picco, dal contagio.

Chiaramente, in questa fase, si parla, comunque, di numeri bassi, persino bassissimi se rapportati a quelli dei picchi pandemici, ma danno l’idea di quanto sia ancora capace, il virus, di circolare se “lasciato circolare”.

«Dobbiamo continuare a fare attenzione e a seguire le prescrizioni - dice Chiara Rebucci - e, questo, anche se la campagna vaccinale prosegue spedita e fa registrare buone performance».

«I numeri relativi all’incidenza - prosegue la dottoressa- ci indicano, semplicemente, ciò che è ovvio, cioè che il virus è presente, non si è allontanato dalle nostre vite, è ancora fra noi, e dobbiamo cercare di contrastarlo con la vaccinazione e tenendo comportamenti consoni».

Sull’osservanza dei quali, a volte, si molla un poco la presa, per stanchezza, sfinimento, desiderio di evasione, o, quanto meno, di tornare alla vita normale, di tutti i giorni.

Quello che è accaduto anche a Caspoggio, dove, pochi giorni fa, si è avuto un ritorno di fiamma, che, ora, sembra sopito.

«Siamo arrivati a 20 nuovi casi e mi stavo preoccupando non poco - dice Danilo Bruseghini, sindaco di Caspoggio -, tant’è che ho voluto fare un post, su Facebook, di richiamo».

«È vero che sono tutte persone asintomatiche - prosegue il sindaco - , in isolamento a casa, ma queste continue ricadute sono snervanti, non fanno bene alla nostra realtà di paese, sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista economico. Per fortuna che il tutto sembra, ora, tornato sotto controllo».

Situazione sotto controllo anche a Tirano e a Teglio, dove c’erano stati momenti di “defaillance” a causa di contagi in ambito scolastico, per quanto Franco Spada, sindaco di Tirano, inviti sempre alla cautela individuando un parallelismo anche fra maggior incidenza dei casi in provincia di Sondrio rispetto ad altre realtà italiane in relazione a fattori climatici.

«Si nota - osserva - che gli attuali luoghi di diffusione residuale del contagio sono Comuni in alta quota dove, a fine settembre scorso, ripartì la diffusione, per cui temo che anche il clima giochi la sua parte».


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