Novate e Samolaco, nuovi sigilli nell’area ex Falck
Sono indagati i vertici delle aziende che si sono succedute nella proprietà dell’area

Novate e Samolaco, nuovi sigilli nell’area ex Falck

Il provvedimento riguarda la discarica del Giumello e una porzione dell’area interna. Oggetto dell’indagine è il lungo processo che ha portato alla cosiddetta “messa in sicurezza dell’area”.

Ancora sigilli per l’area ex Falck di Novate Mezzola e Samolaco. Questa volta l’autorità giudiziaria non ha disposto il decreto di sequestro probatorio dei pozzetti piezometrici di rilevazione dello stato di salute della falda, ma della discarica del Giumello e di una porzione interna dell’area dello stabilimento di Novate, presumibilmente quella della discarica interna. Un colpo di scena dopo l’incidente probatorio di fine febbraio. Il nuovo pubblico ministero che ha preso in carico l’indagine, Marialina Contaldo, ha deciso per un supplemento di indagine.

Sono indagati i vertici delle aziende che si sono succedute nella proprietà dell’area: Novamet, Novamin e Novate Mineraria e, ovviamente, la Falck che ha lasciato l’area nel lontano 1999. Tra gli indagati, oltre a dirigenti delle società coinvolte, anche dipendenti dell’amministrazione provinciale di Sondrio, di Regione Lombardia, che risulta anche tra le parti offese, e dell’agenzia Arpa. Oggetto dell’indagine è il lungo processo che ha portato alla cosiddetta “messa in sicurezza dell’area”, dove sono presenti due discariche di residui di lavorazione. Metalli pesanti, tra i quali il famigerato cromo esavalente. Il tema è quello del mancato posizionamento di una barriera idraulica a protezione della falda acquifera del Fosso di Riva e di conseguenza del vicino lago di Mezzola. Un procedimento sul quale la magistratura intende far luce.


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