«Non odio Emanuele, per lui una pena equa. Come l’ergastolo»
Valentino, il fratello di Gianmario Lucchini (Foto by Foto Gianatti)

«Non odio Emanuele, per lui una pena equa. Come l’ergastolo»

Valentino Lucchini anche ieri c’era («sono qui per rispetto a mio fratello») e non si è perso una battuta della lunga udienza che ha visto le parti civili battersi con forza per demolire l’unica attenuante che potrebbe evitare al reo confesso Emanuele Casula l’ergastolo.

Pacato e di buon senso. Come di certo non ci si aspetta da chi ogni giorno vive la drammaticità di un gesto che ha spezzato una vita, quella di Veronica Balsamo e ha svuotato quella di Gianmario Lucchini, l’aiuto sacrestano ridotto in stato di coma vigile, Valentino Lucchini anche ieri c’era («sono qui per rispetto a mio fratello») e non si è perso una battuta della lunga udienza che ha visto le parti civili battersi con forza per demolire l’unica attenuante che potrebbe evitare al reo confesso Emanuele Casula l’ergastolo.

«Mi auguro una condanna giusta - dice Valentino -. Questo mi auguro e l’ergastolo per il nostro ordinamento è una pena equa in questo caso».

Non c’è odio nelle parole del fratello di Gianmario che da quel 23 agosto 2014 fa i turni con il padre e il resto della famiglia per accudirlo: prima in rianimazione di Sondalo, oggi in casa di riposo a Grosotto. Di speranze che Gianmario, testimone scomodo di un delitto possa riaprire gli occhi e tornare ad essere quello di sempre - «generoso, affettuoso, premuroso con tutti» - ce ne sono davvero poche.

«Mio fratello - aggiunge - lo vedo sereno e questo mi rincuora e ci fa andare avanti. Certo, la mia vita è cambiata da allora, ma in fondo tutte le vite cambiano, non è questo il punto», dice con grande saggezza.

«Nei confronti di Emanuele provo solo grande indifferenza. L’ho guardato cercando di capire cosa gli passasse per la testa, ma non ho ricevuto alcuna sensazione... Cedimenti? A tutti possono venirne in queste situazioni, ma bisogna anche capire se si tratta di un atteggiamento sincero o meno. Da Emanuele, sino ad ora non è mai giunta una richiesta di perdono».


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