Non era coca ma un analgesico: spacciatore assolto dal giudice
Per l’imputato assoluzione con formula piena dall’accusa di spaccio

Non era coca ma un analgesico: spacciatore assolto dal giudice

Quella polvere bianca altro non era che un noto analgesico finemente tritato e confezionato in bustine monodose. Non avrebbe mandato fuori di testa nessuno, ma solo curato un’emicrania.

Al suo cliente garantiva coca di prim’ordine. In realtà, quella polvere bianca altro non era che un noto analgesico finemente tritato e confezionato in bustine monodose.

Non avrebbe mandato fuori di testa nessuno, ma solo curato un’emicrania.

Una solenne fregatura - almeno nell’episodio accertato - per l’imprenditore che spesso si forniva da lui, ma una vera fortuna per l’uomo che ieri è stato assolto con formula piena (per non aver commesso il fatto) dal reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

Assistito dall’avvocato Francesco Romualdi, l’imputato - classe ’58, residente a Berbenno - ha ottenuto il rito abbreviato, e in sede di udienza, ha chiesto al Gup Fabio Giorgi una perizia sulla sostanza stupefacente che la Questura di Sondrio gli aveva trovato addosso mentre era intento a vendere una bustina ad un noto imprenditore edile.

Già quella sera - era il 18 maggio di due anni fa - subito dopo l’arresto, si era difeso dicendo di non aver venduto cocaina, ma un analgesico-antinfiammatorio. Di quelli che si prendono per calmare il mal di testa. Ma non fu creduto, anche perché il test che gli agenti fecero sul contenuto della dose risultò positivo al principio della coca, ragione per cui il Gip convalidò l’arresto e la Procura chiese il giudizio immediato.

Fino al 23 luglio del 2013 l’uomo - che vanta precedenti penali proprio nell’ambito dello spaccio di droga - è quindi rimasto dietro le sbarre e poi ha ottenuto gli arresti domiciliari fino al 13 settembre di quell’anno, prima di rispettare l’obbligo di dimora nel comune di residenza che fu revocato un mese dopo, il 17 ottobre.

«Morale - tiene a sottolineare oggi l’avvocato difensore - il mio cliente ha trascorso quattro mesi di detenzione senza motivo, visto che la perizia ha dimostrato che la sostanza in sequestro non aveva efficacia drogante». L’uomo è stato assolto con formula piena dopo che il giudice ha preso atto delle risultanze della perizia.


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