Non ci sono piogge da tre mesi  La siccità fa paura
Anche l’Adda mostra segnali preoccupanti

Non ci sono piogge da tre mesi

La siccità fa paura

Le ultime precipitazioni “utili” risalgono

alla fine di ottobre e le previsioni non mettono acqua

Livelli dei laghi sotto media, i problemi veri in primavera

Pioggia e neve al Centro Sud, sole e gelo al Nord, risultato: riserve d’acqua scarse da noi, come certifica la fotografia degli invasi italiani in questo gennaio 2019 scattata dall’Anbi, l’associazione dei Consorzi di bacino.

Per trovare l’ultima pioggia”utile” caduta in città bisogna andare indietro di qualche mese, fino alla fine di ottobre quando il caldo anomalo e le precipitazioni abbondanti hanno creato non pochi problemi e danni (quelli per i quali la Regione Lombardia ha messo a disposizione le risorse economiche proprio in questi giorni). Le sorgenti stanno calando, in un andamento naturale rispetto al periodo, con quantitativi adeguati grazie soprattutto alle piogge di ottobre e alle temperature sopra le medie registrate allora, ma se non dovessero esserci nevicate o piogge significative nei prossimi mesi verrebbero a mancare le coperture e dunque si rischierebbero seri problemi di approvvigionamento.

Le conferme dello stato di siccità, oltre che dall’osservazione diretta, arrivano anche dall’Anbi, l’associazione dei Consorzi di bacino che evidenzia la scarsa portata del fiume Po, «inusuale per questa stagione - scrive in una nota -: analogamente i livelli idrici dei laghi di Como e d’Iseo sono sotto la media, mentre scendono anche quelli del lago Maggiore. Mentre al Sud i bacini segnano mediamente dati di riempimento largamente superiori allo scorso anno».

«La situazione è preoccupante soprattutto in previsione dei mesi più caldi - commenta il presidente dell’Anbi Francesco Vincenzi -: per ora la campagna riposa ma, in assenza di manto nevoso, rischiamo di non avere riserve idriche per i momenti di necessità. Per evitare il ripetersi di simili situazioni, chiediamo al ministero delle Infrastrutture e Trasporti che al più presto siano evase le necessarie burocrazie per aprire i cantieri dei 30 progetti finanziati nell’ambito del Piano nazionale invasi».


© RIPRODUZIONE RISERVATA