«Non cancelliamo la memoria dei Caduti»
Nelle pareti del tempietto stanno sbiadendo i nomi dei 118 morti e dispersi in guerra

«Non cancelliamo la memoria dei Caduti»

Morbegno, avviata una sottoscrizione per restaurare i nomi che stanno sbiadendo sulle pareti del tempietto. L’iniziativa lanciata da un gruppo spontaneo e sostenuta dal gruppo Alpini: «Bisogna ancora dire “presente”».

Una raccolta fondi per ridare smalto ai nomi sulle pareti del tempietto dei Caduti, dei quali non si deve perdere la memoria. «I 118 nomi dei caduti e dispersi morbegnesi ricordati al tempietto stanno sbiadendo. Tocca ancora ai morbegnesi rispondere “Presente!”». È attraverso questo appello che il gruppo spontaneo “Amici del tempietto”, affiancato dal Gruppo alpini di Morbegno, lancia una raccolta fondi per sostenere l’intervento di restauro necessario a conservare nomi e memoria di quanti non tornarono dalla Seconda guerra mondiale.

Sostenuti da numerosi Gruppi alpini valtellinesi che hanno dato piena collaborazione a promuovere l’iniziativa, i membri del gruppo ricordano che «nel luglio 1961 il comitato promotore del tempietto al Doss de la Lumaga scrisse alle famiglie morbegnesi per sciogliere il voto che gli alpini di Morbegno fecero nella gelida steppa del Don nel 1942-43 - ricordano i promotori dell’iniziativa -. Davanti alla carneficina di quell’inverno di guerra, gli alpini della città decisero così: “Coloro che riusciranno a tornare a casa faranno erigere una chiesetta sul Dosso del Ronco a ricordo di coloro che rimarranno sul suolo russo”. Di casa in casa fu inviata una lettera con uno schizzo della chiesetta votiva che si decise fosse memoria non solo degli alpini caduti e dispersi, ma di tutti i caduti morbegnesi nel conflitto bellico, senza distinzione».

Nella lettera era scritto: “La chiesetta non può essere che la testimonianza reale dell’animo dei morbegnesi, della loro sensibilità civile. È pertanto la partecipazione dell’intera borgata allo sforzo richiesto dall’opera che conferirà a questa il suo vero significato morale”.

«La generosità dei morbegnesi servì a sciogliere il voto e a ricordare sulla grande parete interna del tempietto i nomi dei 118 caduti e dispersi nei cinque anni di guerra. Oggi, 58 anni dopo, serve mettere mano a quei nomi affinché non sbiadiscano e con essi si rinnovi la memoria di quel sacrificio». Chi volesse contribuire può farlo nel negozio Re Luciana di via Garibaldi a Morbegno. Questo intervento si aggiunge ad altri due pensati per mettere in luce e attrezzare il tempietto votivo, uno dei luoghi simbolo della cittadina del Bitto.

È passata recentemente al vaglio della commissione paesaggio la proposta dagli alpini di Morbegno relativa all’accessibilità e alla sistemazione dell’area del tempietto grazie alla creazione di una rampa per poi riprendere il lastricato già esistente per avere una continuità nella pavimentazione. A questo si aggiunge la proposta della sistemazione di una serie di telecamere a tutela del monumento, già oggetto di vandalismi o di soste che si lasciano dietro rifiuti vari. Poi c’è il progetto Lion Club che, invece, mira a creare un collegamento diretto e qualificato fra il centro storico e il tempietto votivo sistemando l’intera strada vecchia, quella asfaltata, approntando sul tratto un sistema di nuova illuminazione, creando così una passeggiata ben attrezzata.


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