«Non aprirò più la pista d’emergenza»
Una platea gremita di sindaci da tutta la provincia e di volontari della Protezione civile ieri all’A2A

«Non aprirò più la pista d’emergenza»

Il convegno a Lovero. Il sindaco di Valfurva, Cacciotto, lo ha detto parlando a colleghi e volontari di protezione civile. All’incontro promosso da A2A ha ripercorso i mesi dalla chiusura della provinciale per la frana del Ruinon.

Il sindaco Angelo Cacciotto dalla scorsa estate ha legato il proprio nome al Ruinon, che con la sua frana ha tenuto in angoscia la Valfurva per mesi. Sabato nel corso del convegno “Le istituzioni nei valori della Protezione civile alla luce del dlgs 1/2018” svoltasi a Lovero nella sede della Protezione civile di A2A, il primo cittadino di fronte ai tanti colleghi della provincia ha raccontato quei terribili momenti dell’emergenza, ma dal passato guarda al futuro.

«Se la prossima primavera succederà di nuovo che la strada principale che porta a Santa Caterina sarà chiusa per motivi di sicurezza legati al Ruinon, io non aprirò più al traffico la pista alternativa, sulla quale scorrerà solamente il traffico di emergenza». Una scelta drastica, ma inevitabile per il primo cittadino: «Non è una strada, è una pista e solo Dio ha evitato incidenti, ma il rischio è troppo alto visto il traffico elevato e io ho la coscienza a posto nel prendere una decisione simile». È bene ribardirlo che il responsabile a livello legale se accadesse qualche incidente su quella strada sarebbe lui. Applausi a scena aperta dai colleghi sindaci, che hanno mostrato tutta la loro ammirazione per Cacciotto, che con emozione ha ricordato con dovizia di particolari la pericolosa estate all’ombra del Ruinon: «Alle 23,25 del 18 giugno mi è arrivata dalla Regione la telefonata dell’elevata criticità della frana, io ho chiesto se fosse stata avvisata la Prefettura e mi è stato risposto che prima avevamo pensato di avvisare me. Peccato che il giorno successivo fosse quello di San Gervasio e Protasio, patrono di Sondrio, e gli uffici nel capoluogo siano rimasti chiusi per tre giorni nei quali ho dovuto arrangiarmi da solo nel gestire l’emergenza. Per fortuna come Comune avevamo organizzato un nostro monitoraggio della frana, altrimenti se avessi aspettato le indicazioni di Provincia e Regione sarei rimasto fresco. Dopo giorni, poi, mi arriva la telefonata dell’assessore Massimo Sertori che mi invitava a chiudere la strada perché il loro esperto Luca Dei Cas aveva notato i movimenti della frana».

Una lezione Cacciotto l’ha imparata: «È fondamentale mantenere la calma nell’emergenza; io mi sono sfogato solamente con i miei consiglieri comunali e con la segretaria, anche se non se lo meritavano». Cacciotto ha ricordato alla platea di avere avuto già un po’ di esperienza per la frana della Val Pola, «poi ho imparato a studiarmi la montagna di casa mia da solo. L’avevo fatto con la Val Zebrù, dopo una frana all’inizio del mio mandato, e poi col Ruinon».

«Tutti credono che la frana del Ruinon si muova da giugno a dicembre - ha aggiunto il sindaco di Valfurva -, ma noi in Comune abbiamo uno studio fatto dall’università di Firenze del 2007 che indica che il Ruinon si muove da marzo a dicembre. Ma solo per fare un esempio il masso che è caduto, per il quale abbiamo chiuso la strada, era monitorato ed era incastrato nel terreno per 2/3, ma sono bastati tre giorni di acqua perché gli zampilli lo facessero franare. Io ho vietato nell’emergenza l’accesso a una vasta area nella quale solo Enel e il Parco nazionale dello Stelvio hanno chiesto l’acceso al Comune; invece, la Provincia ci entrava senza il permesso perché era proprietaria della strada, ma non era corretto. Ora siamo contenti che siano stati finanziati dal Governo i lavori per la galleria dell’acqua e quella delle auto, ma ora la strada è dell’Anas e il progetto realizzato dalla Regione Lombardia sul Ruinon non servirà più e i tempi si allungheranno».


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