«No all’ospedale unico e garanzie per il Morelli. Anche per le Olimpiadi»
Torna sotto i riflettori il futuro dell’ospedale Morelli di Sondalo

«No all’ospedale unico e garanzie per il Morelli. Anche per le Olimpiadi»

Il sindaco di Sondalo e i colleghi dell’Alta Valle hanno scritto al Politecnico di Milano che sta elaborando il piano di riorganizzazione della sanità in provincia.

L’ospedale Morelli è la priorità della neo sindaca di Sondalo, Ilaria Peraldini, che ha coinvolto anche gli altri sindaci dell’Alta Valle nella battaglia. Visto che da mesi è calato il silenzio sulle sorti della sanità provinciale, il sindaco ha scritto al Politecnico di Milano al quale è stata affidata da Regione l’elaborazione del piano per la riorganizzazione del sistema socio sanitario della provincia di Sondrio, proponendo le idee che il territorio ha per i presidi di Sondrio e Sondalo.

«L’ospedale Morelli di Sondalo è l’unico presidio ospedaliero di un territorio montano a forte vocazione sportiva, che basa la sua offerta sia estiva che invernale sullo sport, a qualsiasi livello (amatoriale ed agonistico). In Alta Valtellina esiste un’unica strada che collega i territori trafficata e non sempre scorrevole. Crediamo sia essenziale nonché necessario creare la premesse per una sanità di montagna efficiente ed efficace, a vantaggio di tutti i cittadini della provincia e che si debba perseguire un assetto nuovo che definisca compiti precisi ed esclusivi mediante la configurazione di presidi specializzati che forniscano prestazioni complete agli utenti».

I sindaci ribadiscono le forti perplessità legate all’ipotesi paventata da alcuni amministratori del comprensorio di Sondrio, che prevede la creazione di un ospedale unico in Provincia con sede nel capoluogo. «La proposta appare a nostro avviso non attuabile per le difficoltà legate all’individuazione di una area compatibile per la sua creazione, per le lunghe tempistiche necessarie per la sua realizzazione e per gli elevati costi, vanificherebbe i recenti interventi effettuati sull’ospedale di Sondrio (sono stati investiti circa 30 milioni di euro per opere di ristrutturazione-ampliamento del pronto soccorso, del blocco operatorio, dei laboratori e dell’eliporto); inoltre sarebbe difficile la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente dell’ospedale Morelli con un suo possibile decadimento ed abbandono. Inoltre ci sono le difficoltà legate all’assorbimento della richiesta sanitaria a livello provinciale e alla complessità dei bisogni sanitari emergenti; le difficoltà legate alla configurazione geomorfologica del territorio montano che limitano fortemente la mobilità». L’ospedale Morelli - chiedono i sindaci - deve continuare ad essere salvaguardato e potenziato nelle proprie specialità.

«Il Morelli - sottolineano - deve essere sede delle attività di tipo pneumologico, ortopedico, traumatologico, neurologico e neurochirurgico con relative attività riabilitative e di lunga degenza, nonché di medicina dello sport, che tenga conto delle esigenze non solo dei turisti, ma anche di tutti i valligiani. È necessario valorizzarne le attività storiche, che fin dal passato hanno attribuito a questo presidio le caratteristiche di ospedale riabilitativo di eccellenza. Per queste ragioni un centro di riabilitazione di rilevanza non può prevedere l’esclusione di tutte le altre realtà chirurgiche di riferimento (chirurgia toracica, vascolare, neurochirurgica). Tale assetto permette di definire il presidio come “trauma center” in grado di fornire risposte ottimali all’ampio territorio di competenza, rientrante in una zona a forte impatto turistico perlopiù di tipo sportivo. Fra le leve che spingono questo tipo di clientela a scegliere una destinazione vi è anche, ma non solo, la consapevolezza di poter contare su una struttura adeguata dove rifugiarsi in caso di infortunio. È fondamentale oggi - concludono -, far riferimento all’avvenuta assegnazione dei Giochi Olimpici invernali 2026, che comporta la necessità di avere sul territorio una risposta adeguata e attigua alle località sedi delle competizioni sportive per far fronte all’afflusso di persone che un evento di tale portata inevitabilmente genera».


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