Niente ponte tibetano sul Tracciolino  «Fino al 2019 non ci sono i fondi»
Il sentiero franato rende impossibile proseguire oltre

Niente ponte tibetano sul Tracciolino

«Fino al 2019 non ci sono i fondi»

Novate Mezzola, slitta nel tempo il progetto per bypassare la frana scesa sul tracciato in quota. Premerlani: «Sono molte le valutazioni ancora da fare soprattutto di carattere economico».

Niente ponte tibetano per il Tracciolino nel 2019. Si allontana la possibilità di superare l’ostacolo rappresentato dalla frana presente sul tracciato che fino ha impedito di utilizzare tutto il percorso o comunque di percorrerlo fino a Codera in sella alla bicicletta. Eppure a disposizione c’è già uno studio di fattibilità e ci dovrebbero essere anche le risorse economiche, visto che nell’ultima edizione dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale era stato previsto un contributo di 400 mila euro per la realizzazione dell’ormai famoso ponte sospeso. L’opera, però, è uscita dal radar ormai da qualche mese e nel documento unico di programmazione 2018-2020 non c’è. Bisogna capire se sarà presente nel bilancio di previsione ormai prossimo all’approvazione.

Attualmente il Tracciolino è transitabile dalla diga della Moledana, in Valle dei Ratti, fino al piccolissimo borgo di Cii, in Valcodera. Da lì a Codera bisogna utilizzare un vecchio sentiero che porta all’abitato principale della valle. Un sentiero non percorribile con le due ruote in nessun modo visto che deve superare, tramite un posto la salita e la discesa, entrambe ripidissime, per attraversare la gola del torrente Codera.

Fino allo scorso anno si pensava rimozione del corpo franoso presente nell’ultimo tratto e al collegamento fino a Codera utilizzando il percorso esistente che porta al fondovalle. Un intervento, quest’ultimo, con un costi stimato in circa 600 mila euro e, probabilmente, tutt’altro che risolutivo vista la situazione del versante sovrastante la parte finale della vecchia decauville di mezza costa. Un ostacolo pesantissimo, visto che di fatto impedisce, se non mettendosi la bici in spalla per un’oretta, di raggiungere la località principale della valle. Da qui l’idea del ponte tibetano, cioè di una struttura di collegamento costituita da una fune che ha funzione di marciapiede e da due funi laterali superiori. Fino allo studio di fattibilità commissionato lo scorso anno e la garanzia di 400 mila euro di finanziamento. «Attualmente l’operazione è ferma – spiega il vicepresidente della Comunità Montana Valchiavenna Mauro Premerlani - . Dobbiamo ancora fare delle valutazioni e approfondire alcuni aspetti. Molto difficilmente avremo il ponte in tempo per la stagione estiva 2019». Anche perché mancherebbero tutta la progettazione definitiva e esecutiva, l’appalto, la posa dell’opera e il collaudo.

Intanto è scattato il conto alla rovescia per la riapertura della decauville, che lo scorso anno è stato percorsa, secondo le stime della Comunità Montana Valchiavenna, da 10 mila persone. «Nei prossimi giorni – spiega il sindaco di Verceia Flavio Oregioni – sarà effettuato un sopralluogo sul percorso e se le condizioni dello stesso lo permetteranno, compatibilmente con la possibilità che nevichi ancora, procederemo alla revoca dell’ordinanza di chiusura emanata in autunno».


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