Niente guardia medica durante la notte  «I malenchi hanno diritto all’assistenza»
L’avviso esposto sulla porta del distretto sanitario di Chiesa

Niente guardia medica durante la notte

«I malenchi hanno diritto all’assistenza»

Dalle 20 alle 8. Un cartello sulla porta del distretto sanitario a Chiesa scatena le polemiche. L’Unione dei Comuni prepara una lettera di malcontento, mentre i sindaci della valle sbottano. La replica dell’Ats: «A seguito della nota carenza di medici, aggravatasi nell’ultimo mese, abbiamo provveduto a rivedere l’organizzazione delle presenze».

“Il mese di dicembre l’ambulatorio della guardia medica rimarrà chiuso tutte le sere dalle 20 alle 8 e in caso di necessità ci si dovrà recare all’ambulatorio della guardia medica dell’ospedale di Sondrio”. Questo è il testo di un comunicato comparso ieri sulla porta d’ingresso del distretto sanitario nella piazzetta di via Roma, in centro a Chiesa in Valmalenco.

La notizia non è stata accolta nel migliore dei modi dai cittadini della Valle, sia in paese che sui social network, dove l’aggettivo più gettonato all’interno dei vari commenti è “vergogna”. «Ci è arrivata questa comunicazione e stiamo disponendo una lettera di protesta - commenta Renata Petrella, presidente dell’Unione dei Comuni della Valmalenco, nonché sindaco di Chiesa -. Tuttavia non è un problema di natura economica, bensì di organico dei medici: il loro numero è insufficiente, quindi credo che non si possa fare granché».

La carenza di medici - anche negli ospedali, compreso quello di Sondrio - è di ordine nazionale. Purtroppo nelle nostre facoltà di medicina c’è il numero chiuso, l’Italia prepara meno medici del necessario e l’attuale situazione è la conseguenza più ovvia.

«I cittadini malenchi però hanno diritto a un’assistenza medica in tempi ragionevoli: se di notte nevicasse forte - in dicembre è assai probabile - e il medico ci mettesse quaranta minuti o più per arrivare in Valle, sarebbe un grosso problema, ma non possiamo creare medici da zero se non ce ne sono». Il sindaco di Caspoggio, Danilo Bruseghini, è meno accondiscendente, anzi è proprio arrabbiato: «È una vergogna questo continuo smantellamento dei servizi alla persona da parte della Ats - afferma -. Stiamo perdendo le basi di sostegno alla salute dei nostri cittadini. Tutto questo avviene dopo continue parole di maggiori servizi ai piccoli comuni di montagna, ma in realtà si vuole smantellare il servizio pubblico che si occupa di tutti i cittadini, senza distinzione. La salute, la popolazione che invecchia, i servizi stagionali turistici devono essere tenuti presente al tavolo della politica. Per noi sindaci è assolutamente prioritario».

«Siamo in attesa che venga individuata una soluzione per tutelare medici e pazienti - commenta Cristian Nana, primo cittadino di Lanzada-. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di introdurre un servizio di vigilanza privata, ma dobbiamo reperire le risorse per coprire i costi. In ogni caso è aperto un costante dialogo con Ats, con l’auspicio che quanto prima possa essere riattivata la guardia medica, che rappresenta un importante punto di riferimento per i malenchi e per i suoi turisti». Chiusura con il sindacalista della Cgil Giorgio Nana, per il quale questa decisione da parte di Ats «è assurda, è il frutto dei tanti tagli sulla sanità. In un periodo di maggior presenza di turisti come quello che coincide con le vacanze di Natale, viene sospeso un servizio di primaria importanza. Credo che la popolazione della valle debba reagire a certe scelte sbagliate, prese con scarso preavviso e senza discuterne con tutte le parti in causa».

LA REPLICA

In risposta, dall’ente ci è giunto il testo della lettera con cui ha comunicato questa decisione ai sindaci di Caspoggio, Chiesa in Valmalenco e Lanzada - oltre a quelli di Sondalo e Grosio -, inviandola il 28 novembre.

«A seguito della nota carenza di medici - si legge nella missiva -, aggravatasi nell’ultimo mese, abbiamo provveduto a rivedere l’organizzazione delle presenze e dei turni del mese di dicembre in alcune postazioni del Servizio di continuità assistenziale».

«L’assistenza ai cittadini per esigenze sanitarie che comportano urgenza-emergenza viene comunque sempre garantita - viene specificato nella lettera -, sia di notte che nei giorni prefestivi e festivi. In particolare, i turni diurni dei giorni prefestivi e festivi vedranno come di consueto la presenza di un medico in postazione (Sondalo e Chiesa in Valmalenco); tutti i turni notturni verranno invece garantiti dai medici in partenza dalla postazione di Bormio per il territorio di Sondalo e Grosio, e dalla postazione di Sondrio per il territorio della Valmalenco».

«Questa Ats - conclude il comunicato a firma del direttore generale Lorella Cecconami - è comunque continuamente impegnata nella ricerca dei medici per ripristinare le presenze e i turni in ogni postazione».n


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