«Niente caccia ai cinghiali in Valtellina»
Prati distrutti dai cinghiali

«Niente caccia ai cinghiali in Valtellina»

La Coldiretti risponde al vicepresidente della Provincia che avanza l’ipotesi.

È un secco “no” quello che viene dalla Coldiretti di Sondrio riguardo all’eventualità dell’apertura della caccia al cinghiale in provincia. Alla luce di quanto sostenuto dal vicepresidente della Provincia, Andrea Ruggeri dopo avviato le considerazioni a riguardo incontrando nei giorni scorsi i 5 rappresentanti dei comprensori alpini di caccia, i vertici di Coldiretti sottolineano la loro posizione. «Non siamo d’accordo - afferma la presidente Silvia Marchesini - non possiamo esserlo alla luce dei dati oggettivi che riguardano il nostro territorio». Il vicepresidente della Provincia Ruggeri, che ha assunto la delega alla caccia, ha parlato della volontà di partire con una valutazione ad ampio raggio che dopo l’incontro con i presidenti dei comprensori di caccia si estenda alle associazioni dei cacciatori, e di voler raccordare ogni considerazione con il presidente Elio Moretti, parlando anche dei provvedimenti presi in altre province lombarde dopo l’entrata in vigore della legge regionale del 2017 che affronta il tema della caccia al cinghiale in Lombardia.

«Ad oggi - sostiene Marchesini di Coldiretti – la nostra provincia è il territorio che presenta la minore densità di cinghiali di tutta la regione. Per arginare il fenomeno della diffusione di questi animali, riguardo alla cui introduzione ci sarebbe da discutere, è stato individuato lo strumento dell’eradicazione controllata. È stata una scelta portata avanti dalla Provincia e riteniamo che sia stata positiva. I risultati ci sono e sono positivi. Non si tratta di un’opinione bensì di una constatazione che si fonda su dati concreti e riconosciuti: non vediamo motivo di rimettere in discussione un sistema che funziona e dà dei frutti positivi».

Secondo Coldiretti sarebbe «quantomeno di esito incerto, se non dannoso, considerare l’apertura della caccia a questo animale. Ci sono esempi fuori dal nostro territorio e ci sono soprattutto i risultati positivi della soluzione attuata ad oggi con l’eradicazione controllata». Se il vicepresidente Ruggeri ha parlato di volontà di affrontare il tema con tutte le associazioni dei cacciatori di Valtellina e Valchiavenna, la presidente di Coldiretti sottolinea che «ci aspettiamo che la questione sia affrontata con la massima serietà. Un tema di questa portata impone l’apertura della discussione a tutti i portatori di interesse, quindi attendiamo di essere coinvolti ufficialmente nelle valutazioni in atto per portare la nostra posizione sul tema».


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