«Nessun allarme. Cossi è in salute»
Solo il cantiere in Austria che ancora deve aprire i battenti ha una potenzialità di 150 milioni di euro

«Nessun allarme. Cossi è in salute»

L’interventoLa capogruppo Condotte chiede un concordato preventivo per la ristrutturazione dei debiti. L’imprenditore valtellinese: «Abbiamo lavori fino al 2020, chiusa la 38 aprirà il cantiere del Brennero».

La notizia è rimbalzata in un nano secondo dal web e ancor più velocemente si è diffusa in provincia (e non solo): concordato preventivo per il Gruppo Condotte. Apriti cielo. Il telefono di Renato Cossi, il patron dell’azienda con sede in piazza Garibaldi, controllata all’80% dal colosso romano e già al centro dell’attenzione di finanzieri e sindacati dopo la decisione di trasferire parte degli uffici nella Capitale, è diventato rovente.

«Cossi spa gode di ottima salute. E anche se è controllata da Condotte, non rientra nella riorganizzazione che il Gruppo ha avviato e che è balzata agli onori della cronaca», precisa subito l’imprenditore valtellinese che ieri abbiamo raggiunto a Roma dove si trovava proprio per una riunione con Condotte.

«E poi vorrei che si sottolineasse che l’operazione non ha comportato alcun fermo delle società. Si lavora come sempre, ma nei rapporti con i fornitori siamo attenti come non mai proprio per rassicurarli ed evitare contraccolpi in termini di fiducia o di immagine».

C’è allarmismo. Ma sarebbe ingiustificato, quindi. «Ripeto: stiamo bene e l’azienda gode di ottima salute». Ma allora cosa è successo a Condotte? «In un dialogo costruttivo con i principali stakeholders da tempo avviato, è stata presentata al Tribunale di Roma - recita un comunicato ufficiale di Condotte spa - istanza “prenotativa” ai sensi dell’art.161, sesto comma, LF e, a breve, sarà varato il nuovo piano industriale che prevedrà un incremento dell’efficienza operativa e un riequilibrio del capitale circolante, anche attraverso il reperimento di nuove risorse finanziarie e l’allungamento della scadenza media del debito».

Tradotto in soldoni, significa che è in atto una trattativa con le banche per una ristrutturazione del debito dovuta alla «oggettiva difficoltà di incasso degli ingenti crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni». Questo perché Condotte nonostante il «corposo portafoglio ordini (arricchito nel corso del 2017 da nuovi lavori che lo hanno portato a circa sei miliardi di euro)», non ha abbastanza liquidità. Di qui l’obiettivo di «elaborare un piano di ristrutturazione aziendale fondato, tra l’altro, sulla costituzione in-house di una NewCo».

Questo succede a Roma. E a Sondrio? «Noi, come le altre società del Gruppo, abbiamo la nostra autonomia sia finanziaria che di gestione», ribadisce il valtellinese. E quando gli chiediamo dei “rumors” che continuano a dare per imminente la cessione delle sue quote, lui piccato risponde: «Di Cossi spa detengo sempre il 20 per cento e non ho nessuna intenzione di cederlo. Anche perché sono convito, come lo sono sempre stato, che questo mestiere avrà un futuro».

Già, ma gli ultimi periodi non sono stati facili, con la decisione di trasferire parte del “cuore” della Cossi a Roma, pur mantenendo in Valle uffici contabili e alcune attività - come il silos e gli asfalti (Mosconi) -, e con il mega cantiere della nuova statale 38 ormai agli sgoccioli («la consegna dei lavori è per fine marzo e saremo puntualissimi»). Cosa succederà ora?, si chiedono tutti. «Iniziamo con il dire che quando un cantiere ha ultimato i lavori è logico e fisiologico che alcuni rapporti si interrompano. Questo capita nel nostro mestiere ogni giorno. E se il cantiere in questione non fosse stato in Valle, nessuno si sarebbe posto il problema, Ma è giusto parlarne. E per rispondere a chi si interroga sul nostro futuro, vorrei ricordare che sono diversi i cantieri in cui saremo presto coinvolti: il Brennero, in Austria, ad esempio, ha una potenzialità - e sottolineo potenzialità - di 150 milioni di euro. Ma ancora non è stato cantierizzato. Lo sarà entro il semestre, però. E poi c’è la Città della salute e della ricerca sulle aree ex Falck a Sesto San Giovanni... Oggi licenziamo, è vero, poi però domani assumiamo... Intanto, tra la Svizzera (Lgv e Cossi Suisse) e la Valtellina (Cossi spa e Mosconi srl) abbiamo 400 dipendenti e un portafoglio lavoro che ci accompagna fino alla metà del 2020. Quindi, ripeto: in azienda dormiamo sonni tranquilli e le recenti assegnazioni anche in Italia fanno ben sperare per il nostro martoriato settore. Certo, parliamo di cantieri ancora lontani, ma la musica è decisamente cambiata».

Già, intanto però sono arrivate le lettere di licenziamento a chi non ha accettato di trasferirsi a Roma. Erano nell’aria, nei giorni scorsi la conferma. «Il trasferimento è stato accettato da un solo dipendente. La maggior parte delle persone ha già trovato però una sistemazione. A processo ultimato dei 26 dipendenti ne resteranno negli uffici di piazza Garibaldi solo 8-9, ma questo non significa che non ci saranno nuove assunzioni. Gli uffici vanno riorganizzati e quindi credo che cercherò nuove figure. Giovani, naturalmente, perchè di vecchio in azienda ci sono già io. Basto e avanzo».

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