Nella città slow arrivano i distributori  Il Comune: «Non ne siamo entusiasti»
In via Dolzino spiccano le pareti verde flou del negozio al cui interno si trovano i distributori

Nella città slow arrivano i distributori

Il Comune: «Non ne siamo entusiasti»

In via Dolzino a Chiavenna sono comparse le macchinette che vendono bibite e snack. Della Bitta dà la colpa ai decreti Bersani. I titolari: «Municipio celere nel rilascio della licenza».

Da alcuni giorni c’è un negozio con distributori automatici in via Dolzino, nel centro della città. Sul web esplode la protesta e il Comune boccia questa esperienza. Ma i titolari replicano che fra i clienti c’è entusiasmo.

Nel centro di Chiavenna caratterizzato dalle continue chiusure, il posto di un negozio di articoli per la casa è stato preso da un distributore automatico. Una struttura di pochi metri quadrati, simile a quelle che si trovano negli ospedali o in altri edifici pubblici, con macchinette per bibite o snack. L’impatto sul resto del commercio probabilmente sarà limitato, ma i commenti, decine e decine, sono in gran parte negativi.

L’amministrazione comunale di Chiavenna, città slow e bandiera arancione del Touring club, non condivide quest’iniziativa «che va contro la nostra idea di città e di politica commerciale - spiega il sindaco Luca Della Bitta -: il nostro impegno va nella direzione opposta ovvero quella di valorizzare le peculiarità commerciali, i prodotti del territorio, il saper fare di artigiani e commercianti».

Il municipio se la prende con i “decreti Bersani” che «hanno tolto agli uffici comunali e all’amministrazione la possibilità di dire no, di scegliere quali attività consentire e quali vietare».

«Saranno solo il mercato e gli utenti a poter promuovere o bocciare iniziative come queste: certo, non è il modello di sviluppo che condividiamo e crediamo sarebbe giusto ridare al Comune la possibilità di fare scelte coraggiose. Noi siamo e saremo pronti a farlo perché convinti che una splendida città come la nostra ha bisogno di altri tipi di iniziative».

Sui social ci sono anche utenti che commentano senza fare drammi, sottolineando che i problemi del commercio e del centro storico sono ben altri.

La società Fast trade di Ferrara, che si occupa della realizzazione di questi progetti, ha curato l’apertura di vari negozi in Italia, ma non si erano mai registrate reazioni simili a quelle della città della Mera.

Andrea Berti, gestore del negozio, afferma di essere sorpreso da queste parole. «Crediamo, con la massima umiltà, che offrire un servizio h24 possa portare un beneficio non invasivo alla comunità e al centro storico, un beneficio che forse prima mancava. Chiavenna è certamente una città storica e la sua impronta resterà tale e nessuno vuole che succeda il contrario. Noi vogliamo integrarci nella comunità, ci tengo a precisare che siamo del luogo pure noi e abbiamo con piacere percepito appena dopo l’apertura, la curiosità e il senso di novità che ha entusiasmato i nostri primi clienti».

Berti aggiunge che nel cercare la location per l’attività ha notato diversi negozi sfitti.

«Per noi come credo per le persone che ogni giorno passano per via Dolzino, è meglio vedere un negozio aperto piuttosto purtroppo di un negozio chiuso come lo era prima da mesi, un attività nuova porta economia per la comunità e per le istituzioni. Nonostante il dissenso ricevuto, ci sentiamo di ringraziare il Comune e gli enti locali, in particolare sindaco, vice sindaco e ufficio tecnico, per aver permesso l’apertura del negozio in tempi ragionevoli a una start up di due giovani ragazzi alla loro prima esperienza».


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